Dialoghi semiseriPD, se perdi le elezioni non detti l’agenda politica

Ieri giornata di circoli PD aperti e incontri tra parlamentari e elettori (arrabbiati). Le domande sono state principalmente due: 1) c'e' una domanda di sinistra nel paese che il PD non ha colto no...

Ieri giornata di circoli PD aperti e incontri tra parlamentari e elettori (arrabbiati). Le domande sono state principalmente due:
1) c’e’ una domanda di sinistra nel paese che il PD non ha colto non votando Rodotà. 2) per recuperare i voti ci vuole credibilità e coerenza. Molti degli elettori arrabbiati hanno apprezzato il gesto di Pippo Civati- l’unico che non ha votato la fiducia.

Io rispondo così alle due domande degli elettori:
1) non si può accusare nessuno di aver voluto questa situazione fin dall’inizio, tantomeno il Presidente Giorgio Napolitano. Napolitano non è mai stato di per sè un tifoso delle grandi intese, ha solo constatato un dato di fatto: non c’era via d’uscita dall’impasse se non il governo Letta. Nessuno nel PD voleva ex-ante un governo delle grandi intese che si sarebbe potuto evitare se Bersani e il suo gruppo avessero gestito diversamente le elezioni (con alleanze diverse) e il risultato post elettorale (con una linea più netta).
2) Pippo Civati ha torto perchè non può non votare la fiducia al governo del suo partito e contemporaneamente proporsi per rinnovarlo dall’interno, questo non è credibile. Civati ha però ragione quando sostiene che i dirigenti del PD che non sono andati al governo non possono ora proporsi per dirigere il partito: anche loro non sono credibili nel sostenere fino a qualche giorno fa la linea dell’antiberlusconismo e oggi la linea del governo con il Cavaliere. Ci vuole un rinnovamento delle prime linee.

@marcoleonardi9 @diegocorrado

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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