Mercato e LibertàChiude Libertiamo, grande piccolo quotidiano

Iniziai a fare l'intellettuale virtuale su Splinder nel 2005, che ha chiuso all'inizio di quest'anno (le fatiche del mio vecchio alter ego si possono leggere su Wordpress). Oggi chiude anche Libert...

Iniziai a fare l’intellettuale virtuale su Splinder nel 2005, che ha chiuso all’inizio di quest’anno (le fatiche del mio vecchio alter ego si possono leggere su WordPress). Oggi chiude anche Libertiamo, almeno nella sua forma attuale: il primo giornale su cui ho scritto qualcosa a mio nome.*

Quando mi invitarono a scrivere su Libertiamo nel 2009 già conoscevo alcune delle persone che lo animavano. La mia prima reazione fu “capisco che dovete fare politica e scegliere il meno peggio, però io non faccio politica, e quindi il mio primo articolo sarà contro il ‘vostro’ governo”, e così scrissi un articolo per criticare un’affermazione di Tremonti.

Purtroppo non era il ‘loro’ governo, altrimenti sarebbe stato un ottimo governo, anziché un irredimibile disastro. Ma fare politica è diverso da fare l’intellettuale, e dal cercare di sterzare il governo Berlusconi verso posizioni meno deleterie si passò a sperare che Fini potesse rappresentare una rottura credibile nel centrodestra. Fu poi la volta di Monti, il governo più sopravvalutato della storia recente, il cui afflato riformista è durato circa una settimana dall’insediamento (settimana in cui si sono salvati i conti pubblici con la riforma Fornero delle pensioni, da non confondere con quell’orrore della riforma del lavoro).

Essere liberali è facile: basta prendere la tastiera e scrivere. Ancora più facile è fare i moralisti: l’illusione che per mantenere la coscienza pulita basti non usarla è dura a morire. Purtroppo fare politica impone scelte difficili, e ogni obiettivo va pesato in base ai mezzi che si hanno. Fare politica liberale, soprattutto in Italia, è difficilissimo: per questo motivo spero che un futuro eventuale Libertiamo 2.0 otterrà i risultati che merita. Perché si può fare a meno dei moralisti che non si sporcano le mani, ma non di chi prova a sporcarsele.

Pietro Monsurrò

@pietrom79

* Tecnicamente già scrivevo su Giornalettismo, ma sotto pseudonimo: Pietro Di Giorgio. Sull’attuale Leoni Blog iniziai a scrivere invece poco dopo.

PS Qui i miei articoli su Libertiamo: a due e a quattro mani: in gran parte, un corso di public choice.

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