All roads lead to RomeRoma: le mani (sbagliate) sulla città

I romani che si sono recati alle urne poche settimane fa avevano bene in mente la gestione dissennata della città da parte della giunta Alemanno e, a larghissima maggioranza, hanno espresso una fer...

I romani che si sono recati alle urne poche settimane fa avevano bene in mente la gestione dissennata della città da parte della giunta Alemanno e, a larghissima maggioranza, hanno espresso una ferma volontà di cambiamento, eleggendo Ignazio Marino sindaco. La notizia delle dimissioni del Capo della Polizia Municipale, Carlo Buttarelli, all’indomani di un incontro con Marino (che le cronache hanno definito burrascoso) non è dunque di poco conto.

A detta di molti abitanti, l’ultimo quinquennio è stato il periodo peggiore che si ricordi a Roma, almeno in tempi recenti, non solo per gli affari e gli intrecci poco edificanti dell’ormai vecchia amministrazione – svelati da varie inchieste giudiziarie, ancora in corso – ma soprattutto per la vistosa e inesorabile perdita di controllo su ciò che di illegale e abusivo avveniva (e ancora avviene) in tutte le zone della città, centro incluso: bancarelle, cartelloni pubblicitari e manifesti abusivi, autobus turistici parcheggiati (e spesso bloccati) in pieno centro storico, auto in doppia e tripla fila e su strisce pedonali e spazi riservati a disabili, parcheggiatori abusivi più o meno ovunque (e non tutti poveri cristi), tavolini di bar e ristoranti ben oltre gli spazi autorizzati, locali di ogni genere aperti a qualsiasi ora senza licenza o con licenze di altro tipo, taxi e autonoleggio non autorizzati che pretendono da turisti ignari cifre folli, ecc.

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Di questo periodo oscuro della vita metropolitana di Roma la Polizia Municipale è stata un grande protagonista in negativo per non aver impedito che sulla città fossero messe le mani sbagliate, e cioè di coloro che, del tutto indisturbati, hanno occupato, tratto vantaggio e profanato un’intera città, già di per sé umiliata da servizi pubblici (il trasporto pubblico e la nettezza urbana, per esempio) semplicemente indegni di una capitale europea. Non che fosse un compito facile, ma non ci si è nemmeno provato. Il poliziotto di quartiere che Alemanno aveva promesso durante la campagna elettorale del 2008 (una figura di cui, in città amministrate e vissute civilmente, si fa volentieri a meno) si è presto trasformato in un ricordo sbiadito e irreale. Cinque anni dopo quella promessa la città è ritrovata con vaste aree urbane sprovviste di qualsiasi controllo di legalità e di protezione per i cittadini e per i commercianti onesti. A ciò deve aggiungersi una cronica e inspiegabile mancanza di coordinamento tra la Polizia Municipale e le autorità di pubblica sicurezza.

In questi ultimi anni non la Polizia Municipale ma la società civile ha dimostrato ampiamente come le nuove tecnologie e le reti sociali possano contribuire in modo decisivo alla risoluzione di problemi drammatici cui le passate amministrazioni (tanto di centrodestra quanto di centrosinistra) non hanno saputo o voluto porre rimedio. I c.d. blog ‘antidegrado’ e le relative comunità di utenti e attivisti (molte migliaia, ormai: si vedano per esempio Roma Fa Schifo e Riprediamoci Roma) costituiscono uno strumento potente ed efficace di controllo e di tutela della città, del suo territorio e dei suoi abitanti, molto più di vari siti istituzionali attraverso cui, almeno in teoria, si possono inoltrare segnalazioni e denunciare irregolarità o abusi. Purtroppo Roma Capitale e la sua Polizia sembrano rimaste agli anni Settanta per il modo di operare: anziché limitarsi a ricevere e smistare telefonate di cittadini, cui spesso non fa seguito alcun intervento (di notte è la regola) i nuovi vertici della Polizia dovrebbero far tesoro del lavoro incessante e dettagliato delle comunità on-line di cittadini per avviare, con tutte le precauzioni del caso, forme di collaborazione e d’interventi mirati sul territorio. Esiste ormai dal 2010 un coordinamento dei blog antidegrado, della cui esperienza, passione civile e conoscenza Roma ha disperatamente bisogno. Non resta che augurarsi che il sindaco Marino, oltre a studiare i curricula dei candidati al posto lasciato vacante da Buttarelli, si decida ad avviare un processo di modernizzazione e riforma radicale di un corpo e di una attività, quella di polizia municipale, che ha perso ogni credibilità e non protegge quella che molti ancora si ostinano a definire la città più bella del mondo.

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