Alta FedeltàVertenza Om, braccio di forza tra operai ed azienda

Bari – "In meccanica, si definisce braccio la minima distanza tra un punto generico nello spazio e la direzione su cui giace un vettore, generalmente un vettore forza". In pratica, semplificando i...

Bari – “In meccanica, si definisce braccio la minima distanza tra un punto generico nello spazio e la direzione su cui giace un vettore, generalmente un vettore forza”. In pratica, semplificando il politichese dei manuali di Fisica passati tra le mie mani durante l’università, il braccio di una forza rispetto ad un punto è la minima distanza che esiste tra essi. Metaforicamente parlando potrebbe essere la definizione perfetta di quanto in atto tra gli operai Om e l’azienda Kion, a Bari, pensandoci. Ma a cosa porterà questa situazione?

La lotta dei lavoratori prosegue e ha ancora molto da raccontare, intanto. Un elenco di riconversioni fallite – a partire dall’esperimento con i taxi ecologici Hybrid – e di aziende interessate allo stabilimento barese da far impressione anche alla più longeva delle industrie, la vertenza Om porta sulla propria pelle i segni di una lunga esperienza. Vicinanza da parte delle istituzioni, viaggi tra Bari ed il Ministero dello Sviluppo Economico a Roma, consigli comunali, manifestazioni ed un presidio 24 ore su 24 sono il pane quotidiano, ormai, di questi 220 lavoratori con la “pazza idea” di non mollare.

Diversi i testimoni che stanno portando di giorno in giorno il proprio appoggio agli operai. Dopo il musicista molfettese Caparezza ed il comico Alessio Giannone, in arte Pinuccio, sono arrivati anche l’Arcivescovo di Bari, Monsignor Francesco Cacucci, ed il giornalista Michele Salomone. L’Arcivescovo, che solo pochi mesi fa aveva celebrato la santa messa davanti ai cancelli dello stabilimento protagonista di un’altra tragica vertenza, quello della Bridgestone, ha voluto parlare direttamente con gli operai ed ascoltare le loro storie: “Vi siamo vicini e continueremo ad esserlo. La Chiesa è con voi, vi dedicheremo le nostre preghiere”. Profondamente colpito il giornalista Salomone dalla forza di questi padri e madri di famiglia: “Drammatico vederli pieni di sudore, in un pomeriggio infame, ma con una voglia di lottare senza risparmio. Mi sono un po’ vergognato quando sono risalito sulla mia 166 con aria condizionata ed ho riflettuto su quanto sia superfortunato. Ho anche pensato ai nostri politici che come cantava Bennato “stanno seriamente lavorando”. Per non cambiare nulla!”.

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L’azienda Kion, intanto, nella partita a scacchi con gli operai ha fatto la sua (ennesima) mossa: ieri mattina, tra le 4 e le 4.30, vi è stato un ulteriore tentativo di oltrepassare il presidio degli operai e prelevare la merce ed i macchinari presenti nello stabilimento. “Siamo stati spaventati dal rumore improvviso di cancelli e lucchetti – racconta uno degli operai Om presenti, Antonio Pantaleo – e così abbiamo deciso di controllare cosa stesse accadendo. Abbiamo visto, eravamo in dieci, i sorveglianti aprire il cancello ai camionisti incaricati dalla Kion: ci siamo sentiti traditi da persone che, fino a pochi giorni prima, dichiaravano di essere dalla nostra parte”. Dopo un’accesa discussione tra le parti, l’arrivo dei Carabinieri: “Ai Carabinieri – prosegue Pantaleo – i sorveglianti hanno detto di non aver aperto i cancelli… ma siamo stati in dieci a vederli”.

“I Carabinieri hanno interrogato chi presente nell’Azienda ed inizialmente, dallo stabilimento, hanno garantito di avere avuto il permesso della Prefettura, precisando che addirittura la Digos fosse al corrente dell’arrivo dei camion. Il tutto con il placet, quindi, delle istituzioni”. Peccato la Digos non ne sapesse nulla: “Appena arrivati davanti ai cancelli hanno dichiarato di non aver avuto alcuna notizia a riguardo. L’azienda, saputo ciò, ha cambiato versione sostenendo che la colpa fosse dei Carabinieri, che fossero stati loro a fraintendere quanto detto”. La Kion avrebbe parlato, a quanto pare, di un loro diritto a prescindere di prelevare la merce ed i macchinari presenti nello stabilimento. “Siamo preoccupati. Stavolta – conclude l’operaio – sono stati portati via solo dei sedili, ma la prossima volta?”. La Kion, intanto, nel corso dell’ultimo incontro a Roma aveva perfino minacciato di ostacolare qualsiasi interessamento da parte di altre aziende allo stabilimento. Alla faccia del libero mercato.

Mobilità in deroga, sbloccati i pagamenti di marzo e aprile. L’assessore al Lavoro pugliese Leo Caroli tranquillizza, nel frattempo, gli animi di alcuni lavoratori: “Con i 50 milioni ricevuti dal Governo nazionale abbiamo finalmente potuto assicurare il pagamento della mobilità in deroga anche per i mesi di marzo e aprile 2013. Si tratta di migliaia di cittadini pugliesi a cui avevamo dovuto autorizzare solo parzialmente i trattamenti di sostegno al reddito, a causa della assoluta insufficienza dei fondi stanziati dal Governo”. Sbloccati anche i pagamenti relativi al 2012: “Queste positive notizie, tuttavia, non fanno svanire la nostra preoccupazione – spiega l’Assessore – per i mesi che ci attendono. Le risorse stanziate per il 2013 sono del tutto insufficienti e, nonostante i pesantissimi sacrifici fatti nella nostra regione, con migliaia di soggetti che non possono più percepire ammortizzatori in deroga perché beneficiari dei cd ammortizzatori ordinari (mobilità, disoccupazione), a partire dal mese di giugno si rischia di non poter autorizzare più alcun trattamento”. Come più volte chiarito alle parti sociali, terminate le risorse fin qui attribuite alla Regione Puglia (e pari a circa 130 milioni di euro) saranno bloccate le autorizzazioni e l’Inps dovrà sospendere i pagamenti.

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