Pirates! Not the Navy!Vita di un’insegna: tra burocrazia e Stato ladro

Forse non molti di voi sanno che esporre un'insegna sul capannone della propria azienda che dà su una strada significa fare pubblicità. Avete capito bene, nonostante l'insegna sia posta all'interno...

Forse non molti di voi sanno che esporre un’insegna sul capannone della propria azienda che dà su una strada significa fare pubblicità. Avete capito bene, nonostante l’insegna sia posta all’interno della vostra proprietà privata questa costituisce una pubblicità verso il pubblico. E le pubblicità, è noto, si pagano. Indovinate a chi? All’ente che gestisce la strada dalla quale è visibile l’insegna. Quella che vi racconto oggi è la storia dell’insegna X, smontata dopo 50 anni di onorato servizio. L’azienda X è posta su una leggera altura ed è visibile rispettivamente da tre strade: la comunale, la provinciale e la statale. Un giorno, tanti anni fa, arriva il Comune e dice: “Signor imprenditore, lei deve pagare tot euro l’anno per questa pubblicità”. Dopo qualche anno arriva la Provincia che bussa e batte denari per la strada di sua competenza. In ultimo, di recente, arriva l’ANAS che per la statale di sua competenza chiede altri denari. Non basta, lo Stato chiede anche che ogni tre anni sia ripresentato il progetto grafico per riconfermarne l’autorizzazione all’esposizione, nonostante l’insegna resti sempre la stessa. L’imprenditore si trova a pagare diverse centinaia di euro l’anno ad ogni diverso ente per la stessa insegna solo perchè il suo stabilimento si affaccia su tre strade diverse. L’imprenditore già oberato da elevata pressione fiscale, costo del lavoro e norme sulla sicurezza preso dallo sconforto dell’assurda situazione e dalla rabbia verso il Leviatano ha momentaneamente “cassaintegrato” la sfortunata insegna X che è stata rimossa dal suo posto. Gli ho suggerito di affigerne un’altra con scritto: “Stato, basta!”

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