Banana MarketsIl deserto di Piazza Affari, peggio solo Atene

Superata dalle ruggenti Jakarta, Città del Messico e Kuala Lumpur. Peggio, in Europa, ha fatto solo Atene. È l’identikit di Piazza Affari tracciato dal consueto rapporto “Indici e dati relativi a i...

Superata dalle ruggenti Jakarta, Città del Messico e Kuala Lumpur. Peggio, in Europa, ha fatto solo Atene. È l’identikit di Piazza Affari tracciato dal consueto rapporto “Indici e dati relativi a investimenti in titoli quotati” dell’Ufficio Studi di Mediobanca. La borsa meneghina non solo è in fondo alla classifica per rilevanza, con un peso sul Pil del 22,6% appena, ma in dieci anni ha perso ben 12 posizioni – dall’11mo posto del 2003 al 20mo del 2012 – nella classifica delle maggiori piazze mondiali per capitalizzazione. Tradotto in cifre: +25% in due lustri, mentre la disastrata Atene si è fermata a -19 per cento. Tralasciando gli emergenti, Francoforte ha guadagnato il 119%, Londra l’85%, Parigi il 59% e Madrid il 55% nello stesso lasso di tempo.

L’andamento di Piazza Affari negli ultimi 5 anni (fonte: Bloomberg)

Non solo: dal 1998, anno della privatizzazione – oggi è parte del Lse Group, la borsa di Londra – il saldo tra Ipo e delisting è stato nullo. È positivo in media per 1,5 unità soltanto guardando dal 1861 a oggi. Oltretutto, dal 1928 a oggi il rendimento medio è stato negativo del 2 per cento. Meno male che nel lungo periodo, diceva qualcuno, saremo tutti morti. Restringendo l’orizzonte al 1984, gli unici titoli che hanno battuto i rendimenti medi dei titoli di Stato di tutte le scadenze, pari al 7,7%, sono Gemina (11%) e Intesa Sanpaolo (9%). 

Al netto della bolla dot.com (ricordate l’esplosione di Tiscali e Seat Pagine Gialle?) e della crisi finanziaria (ricordate i Bot a 1 anno del novembre 2011 senza compratori sul mercato primario e rendimento al 7%?) unire i dati raccolti da Mediobanca con la dipendenza delle Pmi dalle banche (secondo la società di consulenza Oliver Wyman i debiti bancari rappresentano il 70% dei debiti finanziari delle Pmi) può essere utile per capire le ragioni del deserto di Piazza Affari. Aggravato da un altro dato: dal ’96 a oggi le mid cap hanno battuto le principali 30 società quotate sul Ftse Mib, il principale listino milanese.

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