Parlare con i limoniNei quiz di Bonolis, l’Italia che declina

I quiz, ha detto qualcuno, sono lo specchio del nostro Paese. Uno dei tanti, in cui si vedere riflesso un pezzo d’Italia. Non a caso i libri che raccontano la storia osservandola attraverso “Lascia...

I quiz, ha detto qualcuno, sono lo specchio del nostro Paese. Uno dei tanti, in cui si vedere riflesso un pezzo d’Italia. Non a caso i libri che raccontano la storia osservandola attraverso “Lascia e raddoppa” e i suoi discendenti si sprecano. Come Cristo, un’era avanti Mike e un’era dopo Mike.

C’è un personaggio che in queste storie viene –chissà perché– ignorato: Paolo Bonolis. Uomo colto, capace di sfoggiare elegantemente un linguaggio raffinato senza eguali nell’attuale televisione italiana, malgrado conduca in genere trasmissioni di basso livello, in questa fotografia del peggioramento si vuole mettere a confronto due trasmissioni del nostro, due quiz, due preserali di Canale 5: “Tira e Molla” programma cult degli scintillanti anni Novanta e “Avanti un Altro” che invece è un successo dei nostri disgraziati anni Dieci.

Tira e Molla era un programma dove si confrontavano in una serie di giochi e abilità due coppie di sposi. Aveva fra i suoi autori Corrado e cercava di trasmettere un senso di leggerezza agli italiani che cenavano. Luca Laurenti faceva solo il cantante e non il clown. Le coppie erano in genere due bianchi, acchittati secondo la moda dell’epoca. Oggi tutto ciò sarebbe improponibile, sarebbe politicamente scorretto: e le coppie gay? E quelle lesbiche? E i conviventi? E i trans? E i fidanzati in casa? E i trombamici? E i divorziati? E i risposati? E i neri? E i gialli? E i viola? E i single? E poi si dovrebbe lottare nell’impresa di scovare sufficienti coppie di trentenni già sposati e sistemati.

Avanti un Altro è un quiz dove conta più il contorno che il gioco in sé ed è un contorno spesso grottesco e surreale: fenomeni da baraccone, stereotipi, modelle belle e stupide e modelli maschi altrettanto belli e stupidi. Anche quest’ultimo tenta di trasmettere leggerezza agli italiani che cenano; bandita ogni tristezza o riferimento a crisi e politica, ma il tentativo è evidentemente più difficile e più forzato. Qui non si confrontano le coppie ma singoli concorrenti e spesso nell’autodescriversi rivelano la frammentazione di oggi, che propone modelli di famiglia sempre più diversi l’uno dall’altro e decisamente poco tradizionali.

Se in Tira e Molla si confrontavano coppie di giovani belli ed eleganti, in Avanti un Altro i concorrenti sono spessi personaggi curiosi, fenomeni che offrono, anzi cercano sempre di offrire, a Bonolis il pretesto per essere derisi. Anche in Tira e Molla, talvolta, comparivano personaggi simili ma solo nelle famigerate telefonate da casa. C’erano si ma lontano dalle telecamere.

In Tira e Molla i pensionati facevano parte del pubblico e l’interazione era limitata, in Avanti un Altro sono spesso arruolati per fare da “velini” o per rendere più imbarazzanti, e quindi comiche, determinate situazioni (ad esempio si vedono comitive di pensionate che assaltano il modello bello e stupido). Il sesso era presente in Tira e Molla ma spesso riferito in maniera velata alla bella valletta, in Avanti un Altro ricorre con frequenza nel ricorso ai doppi sensi o nella strizzata alle chiappe del presentatore, ridotte a portafortuna.

Ma oltre al trash, (che comunque nei programmi di Bonolis non oltrepassa mai la soglia di guardia come succede in trasmissioni molto più squallide: potremmo definirlo quasi un tributo da pagare per stare nella tv di oggi) c’è un altro aspetto poco considerato che è davvero emblematico della recessione, della società italiana sempre più fragile e ripiegata su se stessa: in Tira e Molla esistevano giochi dove era possibile vincere premi come automobili di lusso, viaggi in località esotiche, pellicce. Ad Avanti un Altro esiste un app per ambire a motorini e buoni benzina. Da Bora-Bora al carburante, fotografia di un’Italia costretta dalla crisi ad accontentarsi.

twitter:@fabio_990

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