Un cortile di Milano visto con gli occhi del portiereSi può cominciare

L’alba mi abbraccia e ho già gli occhi aperti. Non so cosa penso e così non capisco chi sono. E’ strano, lo so, eppure mi sento sereno nell’essere il nulla del primo mattino. Immagini che si sovra...

L’alba mi abbraccia e ho già gli occhi aperti. Non so cosa penso e così non capisco chi sono. E’ strano, lo so, eppure mi sento sereno nell’essere il nulla del primo mattino. Immagini che si sovrappongono, alcune le guardo con affetto, altre le vedo soltanto passare. Devo svegliarmi, svegliarmi di più. Penso alle cose da fare. Ho una lettera da scrivere a una persona cara, ma sono indeciso. Spalanco le finestre, apro le ante del balcone, così che la confusione possa uscire e diventare aria; al mio ritorno non voglio trovarla più. Esco, i lampioni sono ancora accesi e una stella resiste al chiarore del cielo. I rumori del cortile mi sono una dolce compagnia. Arriva qualcuno: “Buongiorno signora. Ciao piccolino”. Bene, si può cominciare.

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