’O pernacchioVedi Napoli e poi ti fregano l’albero di Natale

Non voglio credere che tutto, ancora una volta, si riduca banalmente ad una diseducazione di massa, ad un bisogno cronico, vorace, di soldi e di attenzioni; non voglio credere che se hanno rubato (...

Non voglio credere che tutto, ancora una volta, si riduca banalmente ad una diseducazione di massa, ad un bisogno cronico, vorace, di soldi e di attenzioni; non voglio credere che se hanno rubato (preso in prestito?) anche quest’anno l’albero di Natale dalla Galleria Umberto I di Napoli, è perché avevano bisogno di legna da ardere. Si vede che un pino del nord Europa, alto diversi metri, massiccio e in salute, è una merce troppo rara, troppo ambita, per lasciarla lì dove si trovava: a prendere biglietti di auguri, sotto la volta di vetro della galleria e a imbellire, per le feste, il centro di Napoli.

Galleria Umberto I di Napoli

L’hanno messo ieri sera e stamattina già non c’era più. Lo denunciano i commercianti, i primi ad essersi accorti del furto. E che gli vuoi dire a chi, al solito, spettegola e sperpera su un’idea, quella di una Napoli ladrona e incivile, e alla tua incredulità rilancia con una saccenza dell’ultima ora, “perché certe cose vanno così e basta”. Si potrebbero fare quei discorsi che a certi – giornalisti, politicanti e cittadini passivi – piacciono tanto: si doveva stare più attenti; cosa faceva la vigilanza, c’era – soprattutto – una vigilanza; possibile che nessuno se ne sia accorto? Un albero così, trascinato via, pure se in piena notte, non passa certo inosservato.

Ed è vero: è vero che qualcuno avrà visto, che qualcuno sapeva; che qualcuno c’è passato sopra al Natale, alle feste e alle spese di tutti, comunali, nostre e dei commercianti; è vero che manca quel rispetto che fa di una città una grande città, di una comunità una società civile, e di un cittadino un cittadino felice. Moralismi annacquati, prediche da preti spretati, ragionamenti, consigli, logiche da notti insonni: si può dire tutto, veramente. Alla fine, però, restano due cose: l’onestà e la civiltà. Che se mancano è pure inutile anche solo pensare di metterlo un albero, al centro di Napoli.
P.s. L’albero è stato ritrovato ai Quartieri Spagnoli (Vico Tofa). Per quest’anno pare ci sia ancora speranza (non si capisce se per il Natale o per i napoletani).

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Linkiesta Paper Estate 2020