A piedi nudiL’Erasmus+ riparte, preparate i progetti

L’Erasmus+ riparte. L’Unione europea finanzierà l’anno prossimo progetti che riguarderanno istruzione, formazione, giovani e sport. Lo ha annunciato in una conferenza stampa Androulla Vassiliou, Co...

L’Erasmus+ riparte. L’Unione europea finanzierà l’anno prossimo progetti che riguarderanno istruzione, formazione, giovani e sport. Lo ha annunciato in una conferenza stampa Androulla Vassiliou, Commissaria europea responsabile per l’istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù che ha così spiegato: “Il processo di avvio del programma Erasmus+ si trova ora nella fase finale e siamo pronti per l’attuazione. Invito le organizzazioni a studiare attentamente la guida del programma, per disporre di un’ottima preparazione quando sarà avviato il processo di candidatura online. Con l’aumento del 40 % del bilancio di Erasmus+ oltre 4 milioni di persone, fra cui studenti, tirocinanti, insegnanti e volontari, beneficeranno di sovvenzioni nei prossimi sette anni”. Sette anni, chiaro no? Le organizzazioni che vorranno quindi ottenere un finanziamento faranno bene a darsi una mossa e a cominciare a preparare le domande di sovvenzione. E anche in fretta perché a quanto pare già da gennaio si potranno inviare le richieste.

L’Europa dunque investe, al contrario del nostro paese, in istruzione. E meno male almeno qualcuno ci pensa. Diciamo pure in istruzione e formazione specifica a formare e sviluppare delle abilità. Già, abilità. C’è una grande offerta di persone altamente qualificate in giro per il mondo e questo mette a dura prova il vecchio continente. Non è come una volta che girava solo manodopera poco qualificata. Oggi è il contrario. Sviluppando allora le abilità si incrementa la produttività e la crescita.

A questo aggiungiamo che con gli scambi internazionali c’è anche una doppia risposta…la possibilità di imparare bene le lingue straniere, altro grande fattore di competitività. Pensate quanto è mortificante per un giovane non conoscere le lingue. Ne risentirà la sua mobilità e anche il suo lavoro, nel caso volesse andare altrove. Ormai tutti richiedono la conoscenza delle lingue. Siamo in un mercato globale e quindi….

Perché Erasmus+? Il nuovo programma riassume e raggruppa tutti i programmi che conoscevamo…Erasmus, Leonardo da Vinci, Comenius, Grundtvig, Gioventù in azione e cinque programmi di cooperazione internazionale Erasmus Mundus, Tempus, Alfa, Edulink e il programma di cooperazione con i paesi industrializzati. E per la prima volta c’è un sostegno allo sport.

Sostegno ed educazione. Si vuole favorire lo sport ma anche concentrarsi su doping, violenza e razzismo e promuovere il buon governo, la parità di genere, l’inclusione sociale e l’attività fisica per tutti.

I soldi ci sono dunque e allora facciamoli “girare” bene. Queste le cifre. Nel 2014 Erasmus+ disporrà complessivamente di 1 miliardo e 800 milioni di euro, ma per il periodo 2014-2020 il bilancio stanziato è di 14,7 miliardi di euro. Sono soldi dunque e tanti che andranno a finanziare non solo università e istituti di formazione “ma anche  nuovi partenariati innovativi, le cosiddette “alleanze della conoscenza” e “alleanze delle abilità settoriali”, che costituiranno sinergie tra il mondo dell’istruzione e quello del lavoro consentendo agli istituti d’istruzione superiore, ai formatori e alle imprese di incentivare l’innovazione e lo spirito imprenditoriale nonché di elaborare nuovi programmi e qualifiche per colmare le lacune a livello delle abilità”.

Non si può far finta di niente. Erasmus+ è una bella boccata di ossigeno per tutti quei giovani disoccupati che nell’Unione europea ormai hanno raggiunto la soglia dei 6 milioni e in alcuni paesi superano addirittura il 50%. Se si richiedono delle competenze specifiche e i posti sono vacanti è arrivato il momento di formarsi e sedersi a quei tavoli. Perché, chiosa la Commissaria: “Erasmus+ affronterà questi deficit fornendo opportunità di studio, di formazione o di esperienze lavorative o di volontariato all’estero”.

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