Non aprite quelle portePiccolo galateo dell’autopubblicazione (perché non siamo tutti Proust)

E così alla fine è successo:«Sai, ho scritto un libro».«Wow».«L’ho anche pubblicato, eh».«Hai fatto un ebook?»«No, proprio il cartaceo».«Ma con una casa editrice?»«No, l’ho autopubblicato, ma è meg...

E così alla fine è successo:
«Sai, ho scritto un libro».
«Wow».
«L’ho anche pubblicato, eh».
«Hai fatto un ebook?»
«No, proprio il cartaceo».
«Ma con una casa editrice?»
«No, l’ho autopubblicato, ma è meglio, così i diritti restano a me. Però puoi ordinarlo alla Feltrinelli. Ci terrei che lo leggessi».
Va beh, potevi regalarmene una copia, ma va bene lo stesso, visto che non siamo poi così intimi.
Lo cerco su internet. Lo trovo. 12 euro per 112 pagine. Ricontrollo, perché forse non ho letto bene. No, sono proprio 12 euro(*). Perplessa, clicco sull’estratto gratuito per leggere l’inizio. Arrivo in fondo e lo rileggo, perché mi sembra scritto male, ma forse sono solo prevenuta per via di quei 12 euro. No, è proprio scritto male. Errori di battitura compresi. Argh.

Ora, è bello – bellissimo – che uno abbia delle passioni, ma bisognerebbe anche avere un minimo di sana obiettività nel giudicarsi: io per anni ho studiato flamenco, ma, avendo la stessa fluidità di un manico di scopa, non vado a esibirmi in un teatro, per di più facendo pagare più di quanto si sarebbe fatto pagare Baryšnikov prima di diventare il fidanzato di Carrie Bradshaw.
Qualche anno fa ho corretto le bozze di tre romanzi (?) di un mio vecchio compagno di università. I nostri rapporti si sono interrotti in malo modo al quarto perché «preferisco farli rivedere a qualcuno che apprezza il mio modo di scrivere, visto che sono io lo scrittore. E poi tu sei bipolare, lo si può vedere chiaramente dalle tue foto su Facebook. Tieni gli occhi troppo aperti» (non è finzione, è successo davvero (**)). Il mio “sbaglio”? Fargli notare i suoi errori di grammatica e sintassi. Che incredibile audacia da parte della correttrice di bozze.

Autopubblicarsi va bene, per carità, ma credersi Proust forse è un filo azzardato.
Ed elemosinare acquisti presso amici e parenti (o al matrimonio di qualcuno, girando tra i tavoli con il proprio capolavoro sottobraccio e presentandosi come “Tizio Caio, scrittore”) ha una sola conseguenza, quella di farsi detestare cordialmente. A volte persino più di un venditore di rose particolarmente molesto.
E invece di far pagare 12 euro le proprie fatiche solo perché le si vuole vedere su carta, perché non partire con un rispettabilissimo ebook? Modesto, beneducato, a prezzo simbolico, magari gratis per gli amici, magari senza errori e impaginato bene.
L’Amazzonia e i parenti tutti (tranne lo zio Filippo a cui serviva qualcosa per tenere fermo il tavolo) ringrazieranno.

(*) Prezzo di listino di tre libri belli (e di scrittori veri) di cento pagine:
– L’amico ritrovato di Fred Uhlman, Feltrinelli, 96 pagine: 6 euro
– La cerimonia del massaggio di Alan Bennett, Adelphi, 100 pagine: 9 euro
– L’Encre et le Sang di Franck Thilliez e Laurent Scalese, Pocket, 118 pagine: 2,90 euro

(**) Queste le parole esatte, errori compresi:
«guardando alcune delle tue foto su FB, mi é parso che tu abbia talvolta lo sguardo fisso e gli occhi spalancati e un’apertura esagerata delle palpebre. In oltre sei abbastanza magra come ragazza»