Guarda bene la bollettaSulla via della liberalizzazione, dopo 15 anni!

I distributori di energia elettrica dovrebbero "leggere" da remoto i contatori, ma non lo fanno e non comunicano puntualmente il dato di lettura ai fornitori, che ce la vendono. In questo modo, noi...

I distributori di energia elettrica dovrebbero “leggere” da remoto i contatori, ma non lo fanno e non comunicano puntualmente il dato di lettura ai fornitori, che ce la vendono.

In questo modo, noi utenti, riceviamo bollette di acconto, basate su consumi stimati e, alla fine, non sappiamo quanto consumiamo.

Per correggere tale inaccettabile situazione, è stato ora predisposto il SII – Sistema Informativo Integrato – con l’ambizioso obbiettivo di mappare tutti i punti di prelievo del paese.

Sarebbe stato sufficiente sanzionare i distributori, obbligandoli a rilevare le letture e limitare tassativamente il numero delle bollette di acconto, ma era troppo semplice!

Il problema era Enel, maldisposta a svelare i dati sensibili di milioni di utenti, cosa che le consente di controllare il mercato dell’energia e, nonostante la litania dei suoi contatori più intelligenti del mondo, di gestire il sistema in assoluto monopolio, incassando un corrispettivo, indipendentemente dal fatto che i contatori poi vengano letti o meno.

Solo in questi giorni, ENEL ha completato, tardivamente, l’imputazione di dieci milioni di punti di prelievo, la cui attendibilità potrà quindi essere ora verificata.

Un venditore potrà ora riferirsi ai dati del sistema per subentrare ad un altro ma se quei dati non fossero corretti, chi ne risponderebbe?

Nel dubbio, è utile ricordare che la legge prevede che il dato fide-facente la transazione resta quello indicato dal contatore, indipendentemente da come lo stesso sia rilavato o imputato da host remoti.

Come già consigliato in passato, e per evitare sorprese, è necessario che l’utente registri personalmente i dati indicati dal contatore, per verificarli con quanto poi gli verrà addebitato.

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