Il DecamerinoLo squalo (Berlusconi) e il barracuda (Renzi) si spartiscono il terreno di caccia

Il vecchio squalo, braccato, provato e insidiato, ma sempre di gran dentatura ricambiabile (tipico degli squali) dichiara stima e amicizia, quasi affetto, per il giovane barracuda. “dividiamoci ami...

Il vecchio squalo, braccato, provato e insidiato, ma sempre di gran dentatura ricambiabile (tipico degli squali) dichiara stima e amicizia, quasi affetto, per il giovane barracuda. “dividiamoci amichevolmente il terreno di caccia, il mare è grande ma insieme possiamo catturare: riforma elettorale, divorare il Senato, amputare le Regioni (via il titolo V). Ti sei preso giustamente tutto il tempo (1918) per annientare la burocrazia tardigrada, ridimensionare la cicciona tedesca, e posizionare i tuoi nei posti di comando. 

Insieme possiamo divorarci quei piranha dei piccoli, compresi gli utili idioti”. 

Il giovane barracuda si sente tranquillo per la pace conclusa con il vecchio squalo e procede veloce verso il suo terreno di caccia sotto l’occhio stanco ma attento della grande megattera quirinalizia che si è già vista divorare un paio dei suoi balenotteri: Monti e Letta. Incalzata, la megattera dalle orche assassine di Grillo tiene i denti serrati su ogni attuale possibilità di elezioni. Ma fino a quando? 

Attento barracuda alle idi di Maggio (Europee) ma soprattutto al prossimo Ottobre, se la riforma elettorale sarà approvata. Lo squalo, anche rinchiuso ad Arcore, scatenerà l’ultimo attacco. Intanto fuori dal proscenio “la peste italiana” dilaga, ma i ministri uscenti stanno piazzando loro seguaci nelle postazioni ancora raggiungibili: dalle feluche, agli ispettori, ai direttori ministeriali ecc. in attesa del grande banchetto: ENI, ENEL, ecc. su cui si misureranno barracuda e squali.

A proposito di peste: nel film Farenheit  451 le persone salvano i libri rifugiandoli nella propria memoria ed emigrando in un posto sicuro.

In questi giorni un grande signore dei libri, Giorgio Zanardi, si è suicidato. Uno dei tanti che la peste distrugge, un quidam de populo, forse un simbolo non meno del pizzaiolo napoletano.

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