Made in Marrakech (by night) #3

Chiudo questa breve rassegna di 3 post sulla V Biennale di Marrakech (fino al 31 marzo) con un video. E’ un viaggio di quasi 9 minuti fra vernissage e dj set, nelle notti della “città rossa”. Qua...

Chiudo questa breve rassegna di 3 post sulla V Biennale di Marrakech (fino al 31 marzo) con un video.

E’ un viaggio di quasi 9 minuti fra vernissage e dj set, nelle notti della “città rossa”. Quando gallerie private e hotel extra-lusso aprono le loro porte alla multietnica e gaia carovana della Biennale piu’ importante del Nordafrica (almeno da quando di quella del Cairo non se ne sa piu’ nulla).

Le location sono ovviamente glamour: Voice Gallery, Kechmara, David Bloch Gallery, Four Seasons, L’blassa (di cui ho scritto qui) e il Beldi Country Club.

Le immagini appartengono alla serie Made in Medina, un canale YouTube che propone video girati nelle città marocchine di Casablanca, Essaouira e Marrakech. L’ascolto richiede una certa competenza linguistica in quanto il video è girato in inglese e francese, e non ha sottotitoli.

Marrakech che nel mercato arabo dell’arte prova ad affiancarsi (frettolosamente) ai Paesi del Golfo e a fornire un’alternativa a Beirut, che adesso soffre soltanto per la drammatica situazione della confinante Siria.

Scopro ancora nuovi artisti. In questa edizione della Biennale – che si è riscoperta marocchina – spicca, fra gli altri, il progetto di Eric Van Hove concluso in 9 mesi di lavoro. Il suo V12 Laraki è una replica non funzionante del motore V12 Mercedes-Benz usata dal marocchino Abdeslam Laraki nel Laraki Fulgara, prima auto di lusso Made in Marocco. Laraki aveva sperato di fabbricare l’auto interamente nel suo Paese, ma è stato costretto ad importare il motore dalla Germania. L’opera V12 Laraki relizza il sogno del progettista marocchino. Ognuno dei suoi 465 componenti è stato realizzati artigianalmente utilizzando 53 materiali tradizionali (tra cui ceramica, osso, stagno, pelle di capra, e terracotta) da quarantadue artigiani marocchini.

Di tanti artisti e progetti avrei voluto ancora parlare. Come di quello realizzato da Anna Raimondo e Younes Baba-ali che si intitola Here. now. where? ed è uscito dalla officina diSaout Radio. Coinvolge dieci tassisti di Marrakech e numerosi sound artist internazionali che hanno creato una serie di programmi di ascolto in movimento.

Dimenticavo. E’ uscita, questa volta per la serie Le Petit Journal de la Biennale, la video-intervista all’artista turco Cevdet Erek. La potete ascoltare qui, insieme ai suoi della sua video-installazione alla quale mi ero tanto appassionata.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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