GloβSnowden interroga Putin: scandalo ma anche no

Con il Pulitzer al Guardian e al Washington Post, Snowden è a buon punto della sua riabilitazione. Diciamo che è a metà. Così ieri è potuto passare alla fase successiva: è apparso in streaming in ...

Con il Pulitzer al Guardian e al Washington Post, Snowden è a buon punto della sua riabilitazione. Diciamo che è a metà. Così ieri è potuto passare alla fase successiva: è apparso in streaming in un talk-show con Putin sulla tv russa per fargli due domande sulla sorveglianza in Russia. Audace? Vediamo.

Non solo NSA: Snowden vuole dimostrare che riserva lo stesso trattamento a Obama e Putin. In perfetto stile democratico.

In Russia ringraziano: Snowden ha aperto un dibattito importante. Ma in “Occidente”, di qua della cortina di ferro, è subito polemica.

Siamo sicuri sia caduto il muro di Berlino?Perché per i più, apparire nella stessa trasmissione con Putin è totalmente inammissibile, persino interrogarlo desta sospetti. Riflessi da Guerra Fredda?

Ok, la Crimea ha gettato parecchio benzina sul fuoco, ha riaperto qualche vecchia ferita, ma la diplomazia per fortuna è ancora all’ordine del giorno tra USA e Russia.

Ma a quanto pare, ieri Snowden ha toccato un nervo scoperto apparendo nel talk di Putin. C’è mancato poco che per disperazione dessero tutti ragione a Riotta – che ancora si diverte a dare del comunista a chiunque (vi ricorda qualcuno?).

Allora per calmare le acque Snowden ha replicato stamattina con un articolo sul Guardian: effetto immediato, l’opinione si placa.

Dunque se ho capito bene: Snowden sulla tv russa? Nooo! Con Putin? Giammai! Snowden sul Guardian? Sospiro di sollievo, tutto rientrato nell’ordine.

Incredibile. Non si può stare un attimo fuori dagli schemi.

Snowden ha sfiorato il linciaggio mediatico dei suoi stessi sostenitori. Un autogol scampato anche grazie all’intervento compatto (almeno questa volta) di Greenwald e Wikileaks.

Così dopo le spiegazioni di Snowden, i giornalisti partiti in quinta ieri tornano oggi sui loro passi, ci ripensano, correggono il tiro, non senza imbarazzo.

Ma come sempre in queste “speculazioni” (come le ha chiamate Snowden) si passa accanto alle vere questioni: rivolgendosi a Putin ieri, Snowden ha spostato il timone del dibattito sulla sorveglianza. Non è solo affare di America e Europa, la questione è globale.

E allora basta con le ideologie e i pregiudizi. Se Snowden ha messo sullo stesso piano Putin e Obama è proprio per significare che nessuno, nessun paese, dittature o democrazie, è irreprensibile. Poniamo le domande, sempre e comunque, nessuno escluso.

Però ad incoraggiare Snowden a sfidare Putin non sarà forse stata la notizia di qualche salvacondotto? A suivre…

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