GloβIntermittenti: addio al welfare francese?

Lunedì nero in Francia, non solo per lo sciopero dei treni che dura da una settimana. I ferrovieri anzi raggiungono il corteo degli “intermittents” oggi. Così si chiamano i precari del mondo dell’...

Lunedì nero in Francia, non solo per lo sciopero dei treni che dura da una settimana.

I ferrovieri anzi raggiungono il corteo degli “intermittents” oggi. Così si chiamano i precari del mondo dell’arte e dello spettacolo scesi in piazza da Parigi a Marsiglia come nel 2003.

I detrattori politici contavano sulla divisione tra operai e artisti tentando di semplificare il dibattito, di alimentare una guerra tra poveri. Risultato: una parte dell’opinione pensa che gli intermittenti sono dei privilegiati per via di un regime sociale speciale al quale il primo ministro Valls vuole porre fine definitivamente.

Ma il governo Hollande è scisso sulla questione degli intermittenti. Oggi la ministra della Cultura Filippetti si è timidamente schierata dalla parte dei manifestanti mentre davanti al Louvre fra i manifestanti c’erano vari deputati di sinistra.

La riforma Unedic voluta da Valls dovrebbe entrare in vigore dal 1° luglio ma i sindacati premono per un passo indietro entro il 30 giugno.

Intanto in varie città vengono annullati spettacoli e concerti, e i direttori dei festival-chiave dell’estate come quello di Avignon alzano i toni. Certo non è come se venisse annullato Cannes.

Ma di fatto, i principali appuntamenti culturali, le produzioni televisive come i grandi teatri francesi, tutto il sistema culturale poggia sull’indennizzo statale degli intermittenti. Chiaramente nessun attore culturale osa dissociarsi dalla contestazione e c’è il rischio che salti l’alta stagione degli incassi culturali.

Insomma la scelta del governo socialista sarà decisiva ma dopo una energica propaganda sull’Eccezione Culturale, davvero la Francia è pronta a rinunciare al suo welfare culturale?

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta