Bora BoraIce Bucket Challenge e le polemiche: ma che male c’è se la beneficenza diventa una moda?

  Due righe, due righe appena sulla questione dell’Ice Bucket Challenge, che ha tanto successo quanti detrattori. Dopo qualche riflessione ho notato questo: alla base dell’astio nei confronti di ch...

Due righe, due righe appena sulla questione dell’Ice Bucket Challenge, che ha tanto successo quanti detrattori. Dopo qualche riflessione ho notato questo: alla base dell’astio nei confronti di chi si fa docce ghiacciate c’è una questione di eleganza. Farsi vedere mentre si fa beneficenza non sta bene. È esibizionismo. Peggio: è una moda. Finché lo fanno le star, passi. Ma quando lo fanno persone “normali” diventa ridicolo scimmiottamento.

La domanda che mi faccio e giro, e che costituisce il nucleo della mia modesta riflessione, è questa: e allora?

Si può suddividere in altre domande: che male c’è se si fa beneficenza perché è diventata una moda? Forse che per fare beneficenza si deve seguire un percorso spirituale? Bisogna essere compresi e compiti? Bisogna essere eleganti? Bisogna essere necessariamente “buoni”? La beneficenza è una fede? Esistono solo alcune persone che possono farla, o solo alcuni modi per farla? Siete sicuri che questo non sia un modo rispettoso di farla – o che esistono modi più o meno rispettosi per farla? Non è meglio che si faccia e basta, senza tanti problemi? Conoscete metodi più efficaci? 

Rispondetevi da soli. E lasciate stare citazioni evangeliche di mani destre che non devono sapere cosa fanno le mani sinistre: erano altri tempi e soprattutto altri temi (contro la vanità, non il conformismo).

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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