Vanilla LattePay it forward: da Starbucks, in Florida, oltre 700 caffè sospesi consecutivi

In Italia, e in particolare a Napoli, si chiama “caffè sospeso”. Negli Stati Uniti, si chiama “pay it forward”. Da queste parti, nel dettaglio, serve a definire il gesto, benevolo e filantropico, d...

In Italia, e in particolare a Napoli, si chiama “caffè sospeso”. Negli Stati Uniti, si chiama “pay it forward”. Da queste parti, nel dettaglio, serve a definire il gesto, benevolo e filantropico, di donare una tazzina di caffè a beneficio del cliente successivo, dunque un emerito sconosciuto che si troverà la consumazione pagata. Al di là dell’Oceano Atlantico, con un concetto un po’ più ampio, ma dal significato simile, serve a definire una buona azione che si trasmette di persona in persona: chi è destinatario di un gesto gentile, anziché ricambiare direttamente al benefattore, effettua a sua volta una buona azione verso il prossimo, e così via.

L’espressione “Pay it forward” è stata anche utilizzata come titolo di un non troppo fortunato film del 2000 con Kevin Spacey, Helen Hunt e Haley Joel Osment (l’ex enfant prodige di Hollywood che vedeva la gente morta ne Il Sesto Senso), tradotto in Italia con “Un sogno per domani”, ispirato dal romanzo “Pay it forward” di Catherine Ryan Hyde (in Italia, “La formula del cuore”), dove un bambino inventava un sistema per rendere il mondo un posto migliore: compiere buone azioni, e chiedere a chi le riceve di ricambiare il favore a tre persone differenti. I celebri “random acts of kindness”, gesti di gentilezza a caso, istituzionalizzati in un sistema algebrico di multipli di tre, per migliorare l’esistenza all’umanità.

Non ci è dato sapere se, a St. Petersburg, nella soleggiata Florida, avessero questa ambizione, o se volessero emulare il “caffè sospeso” napoletano, quando hanno dato vita a una incredibile catena di buone azioni, attraverso una maratona di favori destinati al prossimo. Tutto ha avuto inizio attorno alle 7 del mattino, di un mercoledì come tanti, quando una donna di circa sessantanni si è recata al “drive thru” di un locale Starbucks, ovvero alla stazione di asporto dei fast food per chi vuole effettuare ordinazioni e acquisti senza scendere dall’automobile. Dopo aver ordinato un caffè freddo, la signora ha voluto pagare anche il “Caramel Macchiato” richiesto dalla persona che si trovava sull’auto dietro di lei. Un piccolo gesto di cortesia verso uno sconosciuto. Il quale, probabilmente colpito dalla gentilezza, ha voluto fare lo stesso con il cliente successivo, e quest’ultimo con quello dopo ancora, dando così vita a una reazione a catena. Dopo che una manciata di persone ha fatto lo stesso, i dipendenti del locale hanno pensato bene di tenere il conto dei benefattori, con un foglio di carta costantemente aggiornato, man mano che il numero aumentava.

Verso l’una e trenta, già 260 persone avevano portato avanti la catena, come riportato dal Tampa Bay Times, ordinando il proprio drink e pagando già per quello dell’estraneo dopo di loro. “Ero la numero 57 questa mattina”, ha affermato Lucy Ramone alla CNN, che è tornata anche nel pomeriggio, per scoprire di essere la numero 297. “Credo che tutto questo metta un sorriso sulla faccia della gente”. E la febbre del “pay-it-forward”, o caffè sospeso, è durata ancora. Quasi due giorni. Coinvolgendo centinaia di persone. Con un piccolo imprevisto: una signora, la cliente numero 379 per l’esattezza, che, pur trovandosi la consumazione offerta, non ha voluto portare avanti il favore e pagare per il prossimo (“Non penso che abbia capito il concetto”, ha affermato Celeste Guzman, supervisor di Starbucks di turno a quell’ora), mentre un blogger ha criticato l’iniziativa bollandola come espediente pubblicitario di Starbucks.

Ma a dispetto dell’improvvisa e inattesa interruzione, la catena è proseguita. Dopo circa due giorni, stando agli scontrini e ai dati ufficiali del locale, ha visto il coinvolgimento diretto di oltre 725 persone, accomunate dal virus contagioso della generosità. E non è la prima volta che questo accade. “Succede spesso, da queste parti”, ha dichiarato una dipendente. “Qualcuno vuole essere gentile e fare qualcosa di generoso per la persona dietro di lui, e la persona dietro di lui fa esattamente la stessa cosa”. La catena ha battuto il precedente record dello Starbucks di St. Petersburg, in Florida, che era pari a 141 persone consecutive. Lo scorso dicembre, invece, uno Starbucks del Connecticut ha ospitato una serie di pay-it-forward di quasi 1500 persone. Ma era vicino alle feste, e a Natale, si sa, si è tutti più buoni.