Fumo di chinaNatali neri e altre storie di guerra

La guerra è una brutta bestia, si sa. Ma purtroppo tutti sanno che è anche uno spettacolo, grande e piccolo, enorme come un’esplosione e minuscolo come un proiettile, devastante in ogni caso.La f...

La guerra è una brutta bestia, si sa. Ma purtroppo tutti sanno che è anche uno spettacolo, grande e piccolo, enorme come un’esplosione e minuscolo come un proiettile, devastante in ogni caso.

La fiction ha sempre risposto al richiamo irresistibile di raccontare minuscole storie – inventate, ma sinistramente plausibili – nei grandi scenari delle battaglie in particolare nei grandi conflitti del Novecento, e anche il fumetto italiano ha fatto la sua parte, in serie come la Collana Eroica (1962-77) della Dardo e l’analoga Guerra d’eroi (1965-84) dell’Editoriale Corno, ma anche all’interno di riviste come le vicende di “Uomini senza gloria” (1986-88) su il Giornalino delle Edizioni Paoline e facendo spesso capolino nella celebrata antologica Un uomo un’avventura (1976-80) delle Edizioni Cepim di Sergio Bonelli.

Fabio Visintin scrive e disegna Natali neri e altre storie di guerra con registri narrativi e grafici diversi, dall’agghiacciante al contemplativo, otto storie da scenari di guerra apparse sulla rivista ANIMAls (2009-11), più una inedita che di fatto dà il titolo al volume brossurato (114 pagine a 19,50 euro) edito dall’associazione ComicOut e ne spiega il senso, unendo i fili che accomunano scenari e personaggi differenti ma in fondo sempre umani, umanissimi quanto Caino e Abele.

Dalle zone di confine, magari la notte di Natale, o sulla barca di un pescatore per diporto, fra una “favola della buia notte” e una storia su “La guerra e il corpo delle donne”, l’autore orchestra colorazioni piatte e ad acquarello, vignette in bianco e nero e a colori, inquadrature surreali e carreallate cinematografiche, fisionomie da supereroi e volti grotteschi, quasi a mimare gli sconvolgimenti e le ferite da far girare la testa che qualsiasi guerra lascia alle persone di ogni età.

L’epica in sole 4 pagine di “L’inizio” (“liberamente ispirato alla lettura del libro L’universo, gli dèi, gli uomini di Jean-Pierre Vernant”) e la poesia delle 16 tavole evocative di “Mare Nostrum”, la meravigliosa gabbia grafica e cromatica di “So this is Xmas…” (che cita John Lennon) ma anche di “Ad liberandam” (con san Francesco che incontra il feroce Saladino nell’Egitto del 1219) e “Good Vibrations” (con tanto di sberleffo-citazione a Capitan America e ai costumi del più classico folklore italiano) si ricordano a lungo, per il dolore e l’ironia che Visintin sa trasmettere al lettore con maestria che traspare anche dalle copertine che realizza per Marsilio, e che non pare esagerato avvicinare a giganti come Sergio Toppi e Lorenzo Mattotti.

“Chissà se davvero riesce a riposarsi la notte, quando ansie e speranze si accavallano e si accapigliano senza mai darsi la mano. Bisogna essere bravi per ritornare a tenere ferma la matita”, scrive nell’introduzione l’onnipresente Luca RaffaelliUno sguardo a volte onirico, ma sempre veritiero. Perché “niente ha più realtà del sogno”, direbbe il poeta.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta
Paper

Linkiesta Paper Estate 2020