Fumo di chinaLa fine dell’amore

Come chiunque non viva sotto una campana di vetro ben sa, la fine di un amore può significare una pluralità di esperienze: il deteriorarsi di un legame di coppia, la fine silenziosa di un rapporto ...

Come chiunque non viva sotto una campana di vetro ben sa, la fine di un amore può significare una pluralità di esperienze: il deteriorarsi di un legame di coppia, la fine silenziosa di un rapporto d’amicizia, la morte di un coniuge più anziano, la partenza di un parente, l’esito di una storia sbagliata, senza contare (come purtroppo le cronache non si stancano mai di ricordarci) le proiezioni omicide.

A partire dai 13 racconti di Ilaria Bernardini pubblicati nel volume La fine dell’amore da ISBN Edizioni nell’autunno 2006, l’intrepida Hop! Edizioni ha preso spunto per chiedere ad altrettanti disegnatori “tredici storie illustrate che fermano l’incanto dell’indecifrabilità e della complessità dell’amore nelle sue molteplici forme”.

Gabriele Di Benedetto in arte Aka B, Monica Barengo, Marta Baroni, Matteo Farinella, Marco Galli, Chiara Leardini (che ha vinto il concorso eponimo lanciato dalle due case editrici), Amalia Mora, Mabel Morri, Matteo Pederzini, Silvia Rocchi, Sylvia K. (che firma la notevole copertina, che unisce dettagli e protagonisti di ogni storia), Elena Triolo e Jacopo Vecchio sono (in rigoroso ordine alfabetico) gli autori chiamati a dare linee e colori ai racconti di Bernardini che – dopo le esperienze tv come i testi di Very Victoria, Victor Victoria e l’ideazione di Ginnaste: Vite parallele e Ballerini – in questa raccolta di “graphic short stories” La fine dell’amore (240 pagine, 20 euro) firma le sceneggiature (ma entrambi i libri si possono ordinare in blocco qui).

Molto meglio di altre produzioni antologiche, si tratta di tredici storie diversissime tra loro: torbide e scanzonate, ingenue e surreali, violente e delicate, ma che tutte rendono per immagini l’anatomia moderna di un sentimento tanto indecifrabile quanto umanamente inestricabile. Ne risulta un libro “davvero caleidoscopico”, e per una volta non è soltanto un’indicazione di marketing apposta nella breve introduzione al volume.

Ogni lettore può quindi divertirsi a riconoscere e apprezzare questo o quel disegnatore, e per i più feticisti è particolarmente intrigante andare a recuperare il libro in prosa e mettere a confronto quanto ha visualizzato una o più volte la propria immaginazione con quello che hanno reso sulla carta gli autori italiani coinvolti (ognuno con una puntuale scheda biobibliografica che ne traccia spiritosamente un’identikit e offre ulteriori spunti per chi ne rimane colpito e vuole ulteriormente approfondirne le opere).

Qualunque sia il proprio stile fumettistico preferito (ammesso ce ne sia uno: ultimamente anche il pubblico italiano comincia a uscire dalla sterile dicotomia fra umoristico e realistico, per apprezzare le infinite “terze vie” emozionali di cui questo libro è un ottimo esempio), è davvero difficile rimanere indifferenti – in senso positivo – alle caleidoscopiche variazioni grafiche e cromatiche qui raccolte, che colpiscono anche per come si sposano o stridono con i diversi contenuti dei racconti.

La scelta delle immagini a corredo di questo breve testo è quindi del tutto arbitraria e anzi fuorviante: per avere un’idea più completa occorre fare un salto in libreria o meglio ancora, fidarsi a scatola chiusa sapendo che non ci si pentirà.

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Linkiesta Paper Estate 2020