Fumo di chinaL’incubo della giraffa

Gianfranco Manfredi è stato cantautore negli anni Settanta, sceneggiatore e attore negli anni Ottanta, ma anche saggista, scrittore e autore teatrale. Negli anni Novanta ha iniziato un’intensa att...


Gianfranco Manfredi
è stato cantautore negli anni Settanta, sceneggiatore e attore negli anni Ottanta, ma anche saggista, scrittore e autore teatrale. Negli anni Novanta ha iniziato un’intensa attività di creatore e sceneggiatore a fumetti, a partire da una serie per un telefilm da Ghostbusters divenuto poi il fumetto Gordon Link. Seguono storie per Dylan Dog e Tex, oltre alle creazioni di miniserie a sfondo storico Magico Vento (attualmente in edicola con ristampe a colori che escono perfino in USA), Volto Nascosto e il sequel Shanghai Devil. Con oltre 40 anni di carriera, l’autore gode ormai di una solida base di pubblico affezionato, padroneggiando tecniche e generi narrativi con scioltezza.

Non fa eccezione la nuova serie “a stagioni” bonelliana Adam Wild, ormai giunta al sesto albo (qui anteprime significative dai prossimi) e che conferma la voglia di continuare ad approfondire scenari storici affascinanti ed esotici intrecciandoli narrativamente con i topoi della grande avventura: in questo caso, la lotta agli schiavisti nell’Africa di fine Ottocento dopo la morte dell’esploratore David Livingstone, con un personaggio finalmente meno cupo e tormentato dei precedenti, più capace di godersi la vita e assaporarne i momenti lieti quando li incontra (come dichiarato già dal nome di “Uomo Selvaggio” e i tratti alla Errol Flynn).

Nello specifico, la vicenda orchestrata con gli evocativi disegni di Paolo Raffaelli e le copertine più classiche di Darko Perovic si prende una… pausa onirica che prende spunto da un’incredibile leggenda sudanese sulle giraffe (animali ben più temibili dell’immagine ingenua nell’immaginario), che permette un’accattivante digressione nella serrata continuity della serie e nuove occasioni di andare oltre i pregiudizi e i luoghi comuni dell’uomo cosiddetto “civilizzato”.

Non mancano le solite ironie e i personaggi femminili forti (ma anche citazioni colte da William Shakespeare e immagini che sembrano tratti di peso dal National Geographic), ma quel che colpisce sono le atmosfere, le personalità dei protagonisti e le loro interazioni: elementi non da poco, per di più con il consueto rapporto qualità/prezzo del formato Bonelli (100 pagine a 3,30 euro).

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