Fumo di chinaNovel

Ormai da tempo, anche in Italia il fumetto è percepito come mezzo di comunicazione con un proprio linguaggio, che in molti casi (anzi, in linea teorica sempre) si configura come vera e propria oper...

La notazione capita a fagiolo con la variegata antologia di stili e tecniche grafico-narrative Novel (128 pagine, 12 euro) confezionata dall’intraprendente Eris Edizioni con l’Accademia di Belle Arti di Torino, che fin dal titolo proclama la volontà di raccontare con le immagini. “Tutto parte da un’opera d’arte. Può trattarsi di un quadro, di un’installazione o di un graffito urbano”, premettono i due curatori del volume Daniele Gay e Federico Jahier, spiegandone la genesi: “Gli stili e i generi dei racconti originari sono liberi e vari, il fattor comune è unicamente quello dell’inclusione di un’opera d’arte nella trama”.

Le opere vengono ambientate in atmosfere noir, drammatiche, intimistiche, storiche, surreali, alluvionali o fantasy, abbinando ogni scrittore con il suo racconto a un disegnatore del corso di Grafica d’Arte / Illustrazione dell’Accademia che le ha maturate in laboratori mirati all’apprendimento delle principali discipline del corso (e di ciascun episodio viene indicata la fonte d’ispirazione, con la sua ubicazione). Nove giovani disegnatori con stili, segni e intenzioni spesso ben diverse le fondono quindi con il racconto degli sceneggiatori: ne nascono storie che non di rado affascinano e incuriosiscono ancor di più il lettore: segno di quanto l’arte sappia coinvolgere tutti i senso della persona.

Gli sceneggiatori comprendono Teodora Trevisan, Cristina Vezzaro, Jadel Andeetto, Mara Dompé, Massimo Battaglio, Giuliana Oliviero, Federico Jahier, Michele Andreis, A.G. De Layangie. I disegnatori sono Lorenzo Mò, Elisa Beli Borrelli, Fanny Meéra Vagnoni, Alessio Moroni, Oscar Giachino, Riccardo Di Stefano, Simone Stassano, Stefano Allisardi, Stefano Marvulli.

Del tutto arbitrario esprimere preferenze sul risultato, ma si può vedere un’anteprima per avere un’idea più completa: non sempre le raccolte di racconti brevi hanno una loro omogeneità, ma qui il fil rouge artistico è evidente e di certo appagante: un’iniziativa che anche altri editori dovrebbero imitare.

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