Fumo di chinaTrattate male

Nel recente sviluppo di graphic journalism non è comprensibilmente raro imbattersi in prodotti di lodevolissima intenzione e passione civile che, pur con il lodevole intento di portare a conoscenza...

Nel recente sviluppo di graphic journalism non è comprensibilmente raro imbattersi in prodotti di lodevolissima intenzione e passione civile che, pur con il lodevole intento di portare a conoscenza aspetti misconosciuti del mondo moderno, nell’enfasi del messaggio non si accorgono (o fingono di farlo) di zoppicare nella narrazione o nella rappresentazione grafica, finendo per essere poco più di una didascalia che con il fumetto c’entra poco.

Non è questo il caso del doloroso (e documentatissimo) Trattate male, graphic novel dall’agghiacciante (in quanto realistico) sottotitolo “Sogni e paure delle più belle del reame” che ricostruisce attraverso il racconto della giovane Label, importata in Europa da Benin City in Nigeria (come avviene a una ragazza su tre) a lampedusa fino alla Strada Provinciale Bonifica del Tronto, fra vessazioni e umiliazioni che mettono i brividi a chiunque sia ancora dotato di sensibilità.

Il fumetto pubblicato dalla coraggiosa Round Robin editrice è ben scritto senza morbosità e con vivace piglio documentaristico da Laura Bastianetto (giornalista portavoce della Croce Rossa Italiana) e disegnato da Valerio Chiola (che dal 2012 organizza laboratori di fumetto in alcune scuole di Roma), a partire da quattro anni d’indagini del ROS (il Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri) dell’Aquila e il processo che ha portato a una sentenza esemplare: per la prima volta con la confisca dei beni sequestrati agli aguzzini e una provvisionale immediata di 50 mila euro con cui sono state risarcite 17 nigeriane.

Oltre a un efficace booktrailer, il volume si segnala per la prefazione di Igiaba Scego, presidente dell’associazione culturale Incontri di Civiltà, e la postfazione di Carla Quinto e Francesca De Masi della Cooperativa Be Free, con interventi che ben approfondiscono il quadro generale: ma quel che rimane nell’animo del lettore sono i realissimi personaggi del fumetto. Ed è confortante sapere che il lieto fine non è la solita invenzione letteraria.

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