Blog Notes di MartaTramedautore: aspettando la Cina investighiamo la drammaturgia italiana. Di regione in regione.

Che differenza c'è tra l'Italia e la Cina, se affrontiamo il tema della drammaturgia teatrale? domanda eccessivamente complessa in apparenza, di fatto se il teatro è specchio della società, è un'oc...

Che differenza c’è tra l’Italia e la Cina, se affrontiamo il tema della drammaturgia teatrale? domanda eccessivamente complessa in apparenza, di fatto se il teatro è specchio della società, è un’occasione per valutare i distinguo tra una nazione libera e una sottoposta ad un governo autoritario. “Certamente abbiamo notato che i ragazzi italiani possono spaziare su più argomenti, hanno un raggio d’azione artistica completamente libero. In Cina è più complicato poter esprimere qualsiasi opinione”. Parla così Angela Lucrezia Calicchio, la signora che ormai 15 anni fa ha ideato “Tramedautore” e che ne è direttore artistico insieme a Tatiana Olear- “Tramendautore”, il festival di drammaturgia contemporanea milanese che si svolge nel Piccolo Teatro Grassi e che vuole mettere a confronto autori giovani. Ogni anno propone un approfondimento su una nazione straniera. Nel 2015, in onore di Expò, il Festival aggiunge al consueto periodo di settembre (11-20, in cui si parlerà appunto de “La Cina e le sue grandi trasformazioni”), anche sei giorni ora, in luglio (21-26), e il tema è “Il Teatro delle Regioni”: “Non siamo d’accordo col fatto che Expò abbia invitato il Cirque du Soleil per tutta la durata della manifestazione –continua la Calicchio-. Siamo del parere che non si possa prescindere dal teatro italiano e anzi, abbiamo voluto proprio concentrarci sulle regioni e le loro diverse specificità”. Teatro delle Regioni, si chiama appunto questa prima parte del Festival, “che non significa teatro dialettale –continua a Calicchio-, o meglio non solo. Su 298 proposte che ci sono arrivate, ne abbiamo scelte 6”: come nel confronto tra Italia e Cina, Tramedautore si concentra sull’analisi del teatro e la società riunendo nuovi testi teatrali che raccontano le varie specificità delle regioni italiane. Il Festival si apre con Annibale Ruccello, autore di culto, napoletano, morto a soli 30 anni, di cui si potrà assistere, il 21 luglio, a “Il Rione”, ridotto da Gian Maria Cervo per la regia di Monica Nappo, napoletana come l‘autore: una mise en espace con 10 attori in scena (sarebbero molti di più), porta in scena la vita popolare di un quartiere napoletano, “rione”, in modo da mostrarlo in tutta la sua veridicità (lo spettacolo è tutto in dialetto, sovratitolato in italiano). Un Festival che informa il pubblico sule nuove drammaturgie e può formarlo a capire il teatro contemporaneo oltre a notare i più grandi mutamenti sociali: “per questo siamo fieri di essere ospitati al Piccolo” continua la Cavicchio. Per “Liberata”, in scena sabato 25 luglio (testo e regia di Nicola Bonazzi), che si svolge tra baracconi da circo e umili case della provincia Romagnola, sarà anche offerto una degustazione di salumi romagnoli. Tra i vari spettacoli in programma da segnalare “E’ la terra un’unica finestra” di Franco Scaldati: un testo inedito, per la regia di Matteo Bavera, che racconta un “omino dei sogni” che racconta la sua regione, la Sicilia, tra taverne e carceri, ombre e fantasmi, carovane e santi. Info. Piccolo Teatro Grassi e Chiostro Nina Vinchi, via Rovello 2, Milano. Tel. 848.800..304, www.piccoloteatro.org, www.outis.it

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta