Banchiere di provinciaEuro burocrazia:finalmente un pò di sale in zucca

Una notizia buona e una cattiva per il primo post di settembre: se l’Europa guarda finalmente ad altezza d’uomo nella regolamentazione del settore bancario, prestando la dovuta attenzione alle banc...

Una notizia buona e una cattiva per il primo post di settembre: se l’Europa guarda finalmente ad altezza d’uomo nella regolamentazione del settore bancario, prestando la dovuta attenzione alle banche cooperative e alle casse di risparmio, il futuro prossimo del comparto in Italia fra fusioni e acquisizioni rischia, almeno secondo le analisi di Equita Sim, di vedere il 60% del mercato sotto il controllo di sole quattro banche. Partiamo da questo secondo aspetto, che nasce dalla necessità di una svolta non più rinviabile, targata M&A, fusioni e acquisizioni, appunto.  Equita Sim sottolinea le potenzialità di questo passaggio epocale che porterà le banche ad abbattere significativamente i costi e ad alzare il ROE in maniera più stabile. La struttura portante del sistema avrà, insomma, impatti positivi sullo spread e sui costi. E fin qui credo che nessuno possa sollevare obiezioni. Quello che mi preoccupa è la proiezione fatta da Equita: oggi 13 banche controllano il 60% del mercato; con il nuovo assetto saranno soltanto quattro, con tanti saluti ai sacri principi della libera concorrenza. Mi riconforta leggere, invece, del lavoro che sta portando avanti il Comitato economico e sociale europeo (Cese). Fra i tanti aspetti toccati dal CESE mi preme sottolineare quello relativo all’applicazione del dibattuto principio di proporzionalità, che risulterà più stringente per le banche operative a livello paneuropeo e più flessibile per gli istituti con un raggio d’azione nazionale o locale. Il CESE punterebbe quindi dichiaratamente al mantenimento della biodiversità nel sistema finanziario, garantendo quindi la compresenza di banche in cui prevale il valore dell’azionista e del dividendo e di quelle in cui hanno maggior peso lo stakeholder. Finalmente gli euro burocrati aprono gli occhi sulle banche di credito cooperativo e sulle loro specificità evidenziando quello che deve essere valorizzato, ma anche quello che deve essere corretto, leggi norme deontologiche e governance. Quando ci vuole ci vuole.

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