I muri di Tunisi. Segni di rivolta

I Muri di Tunisi. Segni di rivolta è un libro che racconta in maniera intensa ed accurata l’opera di cittadini e pochi artisti impegnati socialmente che a Tunisi hanno commentato con scritte e dise...

I Muri di Tunisi. Segni di rivolta è un libro che racconta in maniera intensa ed accurata l’opera di cittadini e pochi artisti impegnati socialmente che a Tunisi hanno commentato con scritte e disegni sui muri la fuga del dittatore Ben Ali dal suo Paese nel 2011. Documenta (effimeri) interventi urbani apparsi, tra il 2012 e le elezioni del 2014, nello spazio pubblico della Casbah e intorno agli altri centri di potere a Tunisi, la capitale del Paese Nordafricano che ha dato il via alla cosiddetta Primavera araba. E traduce soprattutto i messaggi lasciati in lingua araba per capirne l’urgenza.

Il libro restituisce al lettore la narrativa di una affascinante cultura di protesta, fatta di voci appassionate e sconsolate, ed espressione di un popolo tutt’altro che rassegnato, capace invece di esprimere, spesso con ironia, un notevole spirito critico.
 

Si sofferma a spiegare invenzioni linguistiche e giochi di parole, baromentro degli avvenimenti in corso. Spiega, per esempio, che la parola flousocratie – nella frase in lingua francese, ma realizzata in alfabeto arabo, ‘Flousocratie c’est finie’, ovvero, all’incirca, ‘Soldocrazia addio’ – è stata coniata da un writer tunisino a partire da flu-s, la parola araba dialettale per ‘soldi’. “Inoltre – si legge nel libro – le lettere arabe con cui è trascritto il francese si prestano anche a un’altra lettura, ovvero flu-s o kra-sı (flu-s w kra-sı), ‘soldi e poltrone’ “. Chiaramente la scritta rappresenta una critica contro l’impero economico accumulato dall’ex-presidente Ben Ali.

Sui muri di Tunisi appaiono pensieri e pensatori che riaprono il dialogo con la lingua e la cultura occidentale. Compaiono non solo i grandi poeti arabi, dal tunisino Aboul Qacem Echebbi al palestinese Mahmoud Darwish, ma anche i francesi: Camus, Debord, Deleuze, i cui volti diventano stencil di facile esecuzione e quindi riproducibili all’infinito, anche da chi artista non e’. Questo viaggio nella Tunisi underground non si limita all’interpretazione di slogan politici e pubblicitari. Incontra anche attivisti e collettivi di artisti indipendenti impegnati socialmente (Ahl Al Kahf, Zwewla, Molotov). E, infine ci guida brevemente attraverso gli interventi urbani realizzati in quel particolare momento storico dal noto street artist di origine tunisina El Seed, che Forbes ha incluso nella sua lista dei 15 giovani creativi africani che stanno cambiando l’immagine dell’Africa.

Uscito quest’anno con la casa editrice romana Exòrma Edizioni, I Muri di Tunisi e’ la prima opera di una giovane arabista appassionata, Luce Lacquaniti. Lo si deduce dall’attenzione cui l’autrice dedica alle parole scritte sui muri. Laureata in Lingue e civiltà orientali, Luce si è diplomata alla Scuola romana dei fumetti e disegna. La preziosa documentazione raccolta da Luce in questo libro diventa innanzitutto materia di ricerca e studio, e occasione per soddisfare la sua curiosita’ e capacita’ di indagare. La stessa curiosita’ cui il lettore non puo’ sottrarsi e che lo accompagna per tutto il libro in una splendida avventura.

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