Doppio (s)maltoSiamo tutti figli di Silvio

Matteo Salvini, Matteo Renzi, Alessandro Di Battista. Sono la nuova politica in Italia. Di classe (non nel senso di qualità) rispettivamente ’73, ’75 e ’78, stanno portando avanti, ognuno con le pr...

Matteo Salvini, Matteo Renzi, Alessandro Di Battista. Sono la nuova politica in Italia. Di classe (non nel senso di qualità) rispettivamente ’73, ’75 e ’78, stanno portando avanti, ognuno con le proprie peculiarità ,un nuovo modo di fare politica. Ci stanno traghettando insomma, a suon di slogan, tweet e felpe, nel futuro, per cercare di dimenticare (e far dimenticare) il più velocemente possibile chi è venuto prima.

E di chi si parla? Di Prodi? Macché. Siamo sempre a lui, all’ex-cavaliere di Arcore, al Silvio.

Ebbene: il Matteo-leghista lo ha annientato con la ruspa, il Matteo-sindaco lo ha rottamato fregandolo sul presidente della Repubblica e l’Alessandro-pentastellato lo ha mandato a fanculo prima, dopo e durante i Vaffa-day. Insomma una netta presa di posizione di rottura nei confronti del passato.

Ma siamo proprio sicuri che i tre ragazzi in fiore non siano poi “figli” di Berlusconi? O meglio, non siano nati dal tanto odiato sistema-Berlusconi?

A uno sguardo più attento, si nota che Matteo Salvini, nel 1993, partecipa al Pranzo è servito di Davide Mengacci. Matteo Renzi, nel 1994 (anno della discesa in campo) tenta la fortuna con la Ruota di Mike Bongiorno, e oggi Alessandro Di Battista ci conferma che ha provato anche lui a diventare Amico della Maria-nazionale 20 anni fa. Tutti cresciuti nel regno delle tv di Silvio? Eh sì. Nessuno che si cimentasse con un programma Rai.

Quindi, Signori miei (come direbbe Renzi, o meglio Crozza), la dura, durissima verità è una e una sola, ed è valida anche per i più refrattari: siamo tutti figli di Silvio Berlusconi!

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Linkiesta Paper Estate 2020