Non aprite quelle porteLe 20 personalità da ufficio: il bestemmiatore

Gli uffici sono dei piccoli microcosmi all’apparenza familiari. Ma sappiamo davvero riconoscere chi ci lavora accanto, magari sotto mentite spoglie? Dario Solera ha preparato un pratico prontuario ...

Gli uffici sono dei piccoli microcosmi all’apparenza familiari. Ma sappiamo davvero riconoscere chi ci lavora accanto, magari sotto mentite spoglie? Dario Solera ha preparato un pratico prontuario per stanare ogni lavoratore-tipo. Dopo l’insabbiatore, il delegatore, il lercio (che però, in quanto trash, è opera mia) e il paraculo, ecco il bestemmiatore; nella prossima puntata, il cialtrone.

Il bestemmiatore di Dario Solera(*)

Di solito uomo, anche lui è presente in tutti gli uffici che si rispettino ed è fondamentale come il ficus alla reception. Non è detto che proferisca bestemmie su Dio, Allah o Anubi (il famoso Dio Canide egizio). Dipende dall’estrazione sociale e dalle usanze del luogo, ma è uno che snocciola oscenità al ritmo minimo di una ogni cinque parole. La cosa strabiliante è che sono sempre adeguate al contesto, perché il bestemmiatore ha un vocabolario ricco e vario, pieno di sinonimi e variazioni adatte a ogni occasione.

Ma non bisogna fraintenderlo: la sua non è volgarità o poca educazione. È il suo modo di esprimersi, di esternare le emozioni, di sviluppare concetti articolati. Va perciò ascoltato con attenzione perché sotto lo spesso strato di f-words si nasconde di certo una perla di saggezza professionale. Quando è in forma, riesce a produrre intere frasi composte solo da imprecazioni: è una forma d’arte linguistica impossibile ai più che permette al bestemmiatore di incastonare verità ineluttabili in una matrice sconcia.

Il personaggio riserva qualcosa anche per chi non ama la letteratura e le qualità oratorie: infallibilmente, i suoi piccoli poemi smorzano la tensione di quel progettino in ritardo di sei mesi su cui lavora un esercito di persone. Partecipare a una riunione col bestemmiatore, anche se forse non risolutiva, interpone un po’ di ilarità spiccia tra i collaboratori e la loro voglia di verificare sul campo le equazioni della compenetrazione tra solidi (tipicamente cranio e monitor). Sempre meglio un bestemmione creativo che una visita al pronto soccorso.

(*)Dario Solera è un milanese che “lavora coi computer”, anche se in realtà lavora con gli umani. Le macchine sono la parte facile. Gli umani invece… Fugge dalla città appena possibile e ama riferire che legge e scrive fantascienza.

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