Elledici, storica casa editrice torinese che s’ispira agli insegnamenti di don Bosco, ripropone anche quest’anno “Storie di Natale d’Avvento e di Epifania” giunto ormai alla sua undicesima edizione grazie al successo di pubblico ottenuto anche fuori dei confini piemontesi. Si tratta, infatti, di una raccolta di favole tenere ed edificanti, scritte da Bruno Ferrero, che riescono subito a far presa sia sui bambini che sui genitori in modo da “farsi compagnia” nel tempo più dolce e familiare dell’anno.
Come fecero due ragazzini a salvare il Natale dall’avidità dei pubblicitari? Sapevate che i Re Magi erano sette ma arrivarono solo in tre? E dove finirono l’oro, l’incenso e la mirra che portarono in dono? Perché a Natale si fa l’albero e si appendono un po’ dappertutto fili scintillanti? Una serie di racconti che diverte, ma che, allo stesso tempo, attraverso il sorriso, l’ironia, la fantasia e la dolcezza, cerca di far comprendere il miracolo della nascita di Gesù e i valori veri che spesso sono nascosti dal consumismo natalizio.
I racconti di Natale sono cominciati quando i cristiani hanno incominciato a raccontare la nascita del Bambino Gesù. Il Vangelo di Luca precisa che già a Betlemme i pastori raccontarono ciò che era stato loro annunciato e “tutti quelli che ascoltarono i pastori si meravigliarono di quello che essi raccontarono” (Lc 2,18). I racconti sono creati proprio perché gli uomini sappiano.
Le storie natalizie festeggiano il Bambino della mangiatoia, celebrano la meraviglia del miracolo e cercano di comunicare ai bambini e a tutti quelli che conservano dentro una parte della loro infanzia l’incredibile novella di una nascita che ha cambiato la vita degli uomini.
Anche le storie di Natale di Bruno Ferrero servono per donare ai bambini, e a coloro che lo sono rimasti dentro, la gioia e il mistero che circondano l’evento più grande ed importante della storia: la nascita di Gesù. Non hanno bisogno di spiegazioni: molte di esse meritano soltanto il silenzio e il rispetto del segreto che ciascuno degli ascoltatori ha provato e sente.
Molte altre dovrebbero essere raccontate con un sottofondo musicale durante una celebrazione o una veglia, altre ancora chiedono di rivivere in una recita o un teatrino.
Tutte hanno bisogno di un narratore che dia loro un cuore e un senso e le faccia diventare espressione d’amore per Gesù e per tutti coloro che vogliono ancora meravigliarsi con la sua incantevole e straordinaria storia.
Una volta gli animali fecero una riunione. La volpe
chiese allo scoiattolo: «Che cos’è per te Natale?».
Lo scoiattolo rispose: «Per me è un bell’albero con tante
luci e tanti dolci da sgranocchiare appesi ai rami».
La volpe continuò: «Per me naturalmente è un fragrante
arrosto d’oca. Se non c’è un bell’arrosto d’oca
non c’è Natale».
L’orso l’interruppe: «Panettone! Per me Natale è un
enorme profumato panettone!».
La gazza intervenne: «Io direi gioielli sfavillanti e gingilli
luccicanti. Il Natale è una cosa brillante!».
Anche il bue volle dire la sua: «È lo spumante che fa il
Natale! Me ne scolerei anche un paio di bottiglie».
L’asino prese la parola con foga: «Bue, sei impazzito? È
il Bambino Gesù la cosa più importante del Natale. Te
lo sei dimenticato?».
Vergognandosi, il bue abbassò la grossa testa e disse:
«Ma questo gli uomini lo sanno?».
A “Storie di Natale d’Avvento e di Epifania” si può accompagnare anche il libricino “Il Natale dei Piccoli”, sempre edito da Elledici (e in vendita a soli 3 euro), che racconta la storia del piccolo angelo Cesarino, di due stelline tristi, del pastorello Giovanni e di tanti cuccioli di animali che arrivarono per primi alla grotta di Betlemme…Una delicata favola natalizia scritta dalle monache benedettine dell’Isola di San Giulio, splendidamente illustrata da Marina Fusari, da leggere in famiglia, in attesa della festa.