A Selvaggia non piacciono le buone maniere, i fiocchi e i lustrini. Lei ama vivere come le hanno insegnato gli amici della foresta dove è nata e cresciuta. Dagli orsi, la bambina ha imparato a mangiare mentre dagli uccelli a parlare, le volpi invece tra capriole e rincorse le hanno illustrato come si gioca. Emily Hughes, talentuosa autrice delle Hawaii, in “Selvaggia” edito da Settenove ha raccontato una storia meravigliosa che afferma con un testo incisivo e straordinarie illustrazioni, l’importanza della libertà.
Un giorno la felicità di Selvaggia si interrompe perché nella foresta giungono due esseri umani che la scrutano e la osservano con estrema curiosità. Entrambi decidono di portare via con sé la bambina ritenendo quel mondo non fosse adatto per crescere civilmente.
I due signori sono convinti che Selvaggia sia un po’ strana, ma anche la bambina ha la stessa idea guardando loro e si chiede perché non mangiano con le mani, perché non sanno rotolarsi e non giocano come lei e ancora perché mai vivono in grandi cubi di cemento.
Di una cosa è certa, Selvaggia in questa casa non è felice. Sente di essere intrappolata e i signori che sono in realtà due scienziati tentano di correggere i suoi modi, di modificare gli atteggiamenti, perfezionare il suo modo di esprimersi e migliorarsi nel mangiare. L’uomo e la donna decidono anche di far indossare a Selvaggia un vestitino veramente scomodo per non parlare delle scarpe e dei ridicoli codini che tentano di contenere la sua vaporosa capigliatura.
Selvaggia non ne può più. È ora di porre fine a queste costrizioni. Ed è così che la bambina decide di ribellarsi abbandonando quella casa per ritornare nella foresta dalla sua famiglia. La coppia non la ferma e la lascia andare rendendosi conto di aver imposto a Selvaggia un modo di vivere che lei non sente proprio. A seguire la fanciulla ci sono il gatto e il cane che vivevano anche loro con i due scienziati e che decidono di seguire Selvaggia dove nella foresta riacquista la sua libertà.
La bellissima storia narrata nel testo evidenzia la necessità di lasciare che i bambini vivano la propria ribellione, di essere un po’ selvaggi e anticonvenzionali seguendo un istinto naturale senza vincolarsi in noiose restrizioni. Se imparassimo dal mondo infantile ad essere più spontanei vivremmo scevri da pregiudizi e stereotipi che ci ingabbiano in una società che a volte appare fin troppo triste e bigotta. “Selvaggia” è una lettura che celebra una sana ribellione e regala un’occasione per non assuefarsi dinanzi ad alcuni standard di vita già precostituiti. Il libro imperdibile infonde coraggio a chi vuole esprimere la propria diversità perché come leggiamo tra le pagine della storia “non si può domare una creatura così felicemente selvaggia”.