From Paris with blogPlace de la République è di tutti (o quasi)

"Un movimento variegato, pacifico e aperto a tutti". Ecco cosa dovrebbe essere “Nuit debout” (letteralmente, “notte in piedi”), la manifestazione permanente che da qualche settimana presidia la Pla...

“Un movimento variegato, pacifico e aperto a tutti”. Ecco cosa dovrebbe essere “Nuit debout” (letteralmente, “notte in piedi”), la manifestazione permanente che da qualche settimana presidia la Place de la République, a Parigi, per protestare contro la nuova legge del Ministro del Lavoro El-Khomri – l’equivalente del nostro “Job’s Act” – e diventata piano piano una forma di protesta contro tutto e tutti. Scrivo dovrebbe essere perché non è esattamente così, visto che c’è chi decide chi è il benvenuto e chi non lo è. Chi ha il diritto di partecipare e chi no. Chi può mettere piede in una piazza pubblica per cercare di capire cosa sta succedendo e, magari, aderire al movimento, e chi invece non può. Alla faccia della democrazia e di ciò che è stata definita una “agorà”, ovvero un luogo di dibattito, di discussione, di scambio.

Sta di fatto che Yanis Varoufakis – il promotore di un nuovo partito paneuropeo bla bla bla – è il benvenuto e che le persone di Nuit debout (autodefinitesi degne di poterne far parte) fanno a gara per scattarsi selfie con lui. Tutti a fotografarlo, a condividere sui social e a commentare il fatto che è democraticamente seduto assieme alle persone “normali”. Chissà, magari se ci fossi stato pure io e se gli avessi detto “sei un grande” mi avrebbe invitato nel suo attico (rivoluzionario) con vista acropoli e mi avrebbe fatto assaggiare un po’ di vino bianco d’annata. Ci saremmo sbronzati e avremmo parlato delle rivoluzioni proletarie del futuro. Con un condottiero come lui, tutto è possibile. E infatti, si è visto.

Alain Finkielkraut, invece, di professione intellettuale (controverso), non politico pseudo-marxista con il sedere degli altri, che comunista lo è stato davvero, non è persona gradita. Purtroppo gli è stato detto in maniera non proprio democratica: cacciato a suon di parolacce e di sputacchi in faccia mentre passeggiava in piazza assieme a sua moglie – le donne si rispettano, ma non quelle degli intellettuali che diventano di destra (?) – il filosofo francese, da poco entrato all’Académie Française, è stato letteralmente espulso con la forza da un luogo pubblico, malgrado la sua caparbia resistenza.

Nuit debout: “un movimento variegato, pacifico e aperto a tutti”, insomma.

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