Largo ai vecchiLa Malfa comunista, Tosi repubblicano, Salvini liberal democratico, Casa Pound moderati conservatori?

Da tempo non mi capitava di parlare del Partito Repubblicano che credevo morto e perduto nelle acque del centromoderatismo pasticciato ma una notizia riportata dai giornali di Verona ( articolo ) m...

Da tempo non mi capitava di parlare del Partito Repubblicano che credevo morto e perduto nelle acque del centromoderatismo pasticciato ma una notizia riportata dai giornali di Verona ( articolo ) mi ha riattivato l’attenzione su questo reperto storico e sul significato che, malgrado tutto, potrebbe ancora avere nel Paese: quattro deputati di osservanza tosiana hanno costituito a Montecitorio il gruppo del PRI che improvvisamente è rimbalzato ad una presenza parlamentare da tempo dimenticata. Tosi in alta Italia, soprattutto nel Veneto, ha un largo consenso di elettori che si sono ribellati agli estremismi salviniani.

Per quanto mi riguarda ho già manifestato il mio apprezzamento alle posizioni liberal-keynesiane interpretate da Giorgio la Malfa nei suoi articoli e nel suo libro su Keynes: trovo questa una linea liberale di sinistra avanzata ma moderna e, sopratutto, chiara rispetto al casino girotondesco della sinistra radicale.

Ciò, peraltro, non vuol dire che non apprezzi l’iniziativa di Tosi che si colloca nello spazio politico elettorale del vecchio PRI e del quale spazio si sente fortemente il bisogno da parte di molti cittadini. Le due iniziative che ho citato, a ben vedere, non sono contraddittorie: l’una, quella di la Malfa, è una posizione di politica concettuale, l’altra, quella di Tosi, è una posizione di politica elettorale. Se le cose dovessero svilupparsi potrebbero un giorno dialetticamente congiungersi e avremmo ritrovato una forza politica con un’idea e con un seguito elettorale. Speriamo prima del disastro finale.

Naturalmente occorre che Nucara e i suoi amici comprendano questo discorso e non restino aggrappati a delle poltroncine tanto piccole quanto inutili come apparirebbe dal giornale di Verona l’ex Segretario PRI rimasto felice e contento senza voti e senza idee.

Per quella che è la mia conoscenza di lunghi anni del PRI temo, nella lotta la buon senso, non solo le truppe cammellate calabresi dell’amico Nucara ma anche gli urlatori dialettali della Romagna che da sempre pensano di essere monopolisti del pensiero repubblicano. La pretesa è affettuosa ma dialettale perché spesso è proprio il pensiero che manca a questi cari amici ancora oggi abbastanza numerosi nelle province di Forlì e di Ravenna ma collegati ad un’anagrafe para senile.

Non si spaventi Tosi se va da quelle parti per le invocazioni alla rivoluzione, mai fatta e sopratutto mai desiderata, per bandiere rosse e per bellicose citazioni ottocentesche. Dietro a tutto ciò forse c’è ancora un’anima rinnovatrice e una se pur rissosa capacità organizzativa. Vada avanti il Tosi come faceva Ugo la Malfa: parlava il linguaggio del ‘900 e non ascoltava quello dell”800.

Naturalmente, anche per natura, non sono ottimista. Qui a Milano il mio amico De Angelis si è abbracciato strettamente alla Signora Gelmini e intorno ad essa ha radunato i pochi rimasti. La Gelmini stretta nel virile abbraccio può darsi che ragioni anche lei alla Tosi visto che le prospettive di altro genere sembrano appannarsi ma è un lavoro politico e ci vorrebbe qualcuno che lo sapesse fare. Una verità è che Salvini e gli urlatori che gli stanno intorno, così come i girotondisti radical, stanno forse tramontando e nei bar si impreca di più ormai contro gli allenatori delle squadre di calcio e i loro presidenti che non contro i politici. Sogno?

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