Russia e dintorniIncendio in tipografia a Mosca, è strage di ragazze

A Mosca è strage di donne. Di giovani lavoratrici venute in Russia dal Kirghizistan per guadagnarsi da vivere. Di giovani madri, figlie, sorelle, emigrate per aiutare le proprie famiglie. Sono le v...

A Mosca è strage di donne. Di giovani lavoratrici venute in Russia dal Kirghizistan per guadagnarsi da vivere. Di giovani madri, figlie, sorelle, emigrate per aiutare le proprie famiglie. Sono le vittime dell’incendio che stamattina ha devastato il deposito di una tipografia della capitale russa uccidendo almeno 17 persone: tutti cittadini kirghisi secondo il ministero delle Emergenze russo. Tutte giovani donne di 20-25 anni secondo Abdiganì Shakirov, un rappresentante della diaspora kirghisa a Mosca.

La tragedia si è consumata in un’area industriale nella zona dell’autostrada Altufievskoie, nella periferia nordorientale di quell’enorme megalopoli che è Mosca. Stando a Shakirov, le ragazze sono rimaste intrappolate in uno spogliatoio e “il fumo ha chiuso loro la via d’uscita”. Si stavano cambiando per indossare le tute e iniziare il loro turno di lavoro: un turno massacrante, che – secondo una fonte anonima citata dalla Tass – durava 12 ore, dalle otto del mattino alle otto di sera. Un solo giorno di riposo a settimana.

“Quando l’incendio è stato domato, i vigili del fuoco hanno trovato una stanza tagliata fuori dalle fiamme”, quindi “hanno sfondato la parete e lì hanno trovato 16 corpi”, fa sapere il ministero delle Emergenze russo, precisando che altre 12 persone sono state tratte in salvo e quattro sono state ricoverate in ospedale. Una di loro però è poi deceduta, diventando la diciassettesima vittima della sciagura di oggi.

Le autorità russe ritengono “quasi con certezza” che a sprigionare le fiamme sia stato un cortocircuito a una lampada difettosa al pianterreno dell’edificio, “in una sezione del deposito dove erano immagazzinate grandi quantità di liquidi infiammabili e carta”. Il fuoco si sarebbe quindi propagato attraverso la tromba dell’ascensore “fino alla stanza in cui si trovavano le persone uccise”.

Un rappresentante delle forze dell’ordine racconta che le vittime dell’incendio non solo lavoravano, ma persino dormivano nel deposito: una soluzione spesso adottata in Russia da fabbriche e cantieri in barba a ogni norma di sicurezza. Un’altra fonte nella comunità kirghisa smentisce però questa versione.

Alcuni media riferiscono inoltre di una donna incinta tra le vittime, mentre un altro esponente della diaspora kirghisa, Tursunbai Kurbatbekov, sostiene che tra i morti vi sia anche una ragazza di 16 anni. Al momento però non ci sono conferme di queste notizie.

Intanto decine di persone si sono radunate attorno al deposito semicarbonizzato e cercano di farsi forza l’un l’altra: sono gli amici e i parenti di chi ha perso la vita nel rogo di oggi. Attendono in lacrime il loro turno nella procedura di riconoscimento dei cadaveri.

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