Tra Italia e CorsicaBonifacio e Lavezzi. Senza dimenticare la maschera!

Nella quarta puntata del nostro viaggio in Corsica abbiamo lasciato le spiagge intorno a Porto Vecchio per spingerci ancora più a sud, dove vi attende la bellissima Bonifacio con le sue celebri Boc...

Nella quarta puntata del nostro viaggio in Corsica abbiamo lasciato le spiagge intorno a Porto Vecchio per spingerci ancora più a sud, dove vi attende la bellissima Bonifacio con le sue celebri Bocche che guardano la vicina Sardegna. Bonifacio sorge su meravigliose e altissime scogliere bianche a picco sul mare, uno spettacolo ineguagliabile che si può apprezzare ancora meglio dalle imbarcazioni che conducono a Lavezzi, meravigliosa area naturale protetta dove i pesci – se sarete opportunamente provvisti di formaggio (sarebbe vietato…) – saranno letteralmente pronti a mangiare dalle vostre mani. Se siete voi a voler mangiare, invece, una volta rientrati a Bonifacio, potete scegliere tra un pasto frugale – in Corsica meglio un panino o una crepes piuttosto che un ristorante qualunque – oppure una cena al ristorante «La Caravelle» che, insieme al «Chez Huguette» a Bastia e a «Le Pirate» a Erbalunga (una volta anche al ristorante «Emile’s» di Calvi, sic), è uno dei migliori indirizzi.

Qui sareste sciocchi a non recarvi in visita al parco naturale dell’isola di Lavezzi, dove sarete letteralmente assaliti da pesci e pesciolini e dove presentarsi senza maschera oppure occhialini è un peccato contro Dio e la Natura. Se non siete ricchissimi o fortunatissimi, questo è anche una delle poche occasioni per godere della vista del mare di supernababbi di tutto il mondo, che hanno casa nella vicina isola di Cavallo. Lavezzi è un incanto che riempie gli occhi. Ma se desiderate riempire il vostro pancino organizzatevi prima. L’importante, infatti, è che non cerchiate a Lavezzi un bar, un panino, una bottiglietta d’acqua e un bagno. Non c’è nulla. Nemmeno (e non è un’espressione a caso) l’ombra.

Uno sguardo lo merita sicuramente anche il cimitero di Lavezzi. Già, qui gli autori come Emilio Salgari e Robert Louis Stevenson non avrebbero da inventare nulla. Quello che troverete sull’isola è il cimitero di parte dell’equipaggio della «Sémillante», fregata di prima classe francese costruita a Tolone nel 1820 e naufragata presso l’isola di Lavezzi il 15 febbraio 1855. La «Semillante» partì da Tolone il 14 febbraio 1855 con destinazione Odessa, in Crimea, per portare aiuti all’esercito francese impegnato nella celebre guerra. La mattina del 15 febbraio l’imbarcazione, con a capo il comandante Gabriel Jugan, fu sorpresa da una tempesta mentre tentava di attraversare le Bocche di Bonifacio. Alle ore 12.00 circa si schiantò sugli scogli ad ovest dell’isola di Lavezzi, a metà strada tra Corsica e Sardegna. Nel naufragio perirono 695 uomini: 560 corpi riposano nei due cimiteri sull’isola di Lavezzi mentre 32 sono sepolti altrove, gli altri non vennero mai ritrovati. Alcuni cadaveri vennero ritrovati a La Maddalena, altri a Bonifacio e alcuni persino a Pianotolli-Caldarello a 40 km di distanza dal luogo del naufragio.

Ad agosto, ahimé l’arcipelago di Lavezzi può essere infestato – soprattutto in caso di mare grosso – da una quantità impressionante di piccole, meravigliose ma senz’altro fastidiose meduse. Può capitare, è capitato a chi scrive, ma soltanto una volta tra molteplici occasioni. Quindi se accade a voi è sfiga e dovete farci i conti.

(quinta parte – segue)

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta