Tra Italia e CorsicaCorsica, meta per ogni stagione. Autunno top!

«L’ile Corse, terre sauvage méditerranéenne». La scelta di questo nome per un brand di abbigliamento e gadget di promozione della Corsica la dice lunga sull’essenza dell’isola. “L’ile de beauté” si...

«L’ile Corse, terre sauvage méditerranéenne». La scelta di questo nome per un brand di abbigliamento e gadget di promozione della Corsica la dice lunga sull’essenza dell’isola. “L’ile de beauté” si presta ad essere meta di molteplici tipologie di turisti: dal miliardario russo che attracca il suo yacht a Bonifacio o Saint Florent, alla coppia che decide di attraversarla su due ruote, fino alla famiglia che affitta un appartamento nelle vicinanze di Porto Vecchio per una settimana al mare. C’è modo e modo, tuttavia, per vivere le proprie vacanze in questa perla del Mediterraneo dove il cielo è quasi sempre sereno e “umidità” è una parola che resta confinata nei dizionari. Scordatevi le attrezzatissime spiagge della Versilia, i paesaggi brulli della pur splendida Sardegna o i tipici paesi liguri così curati da apparire artificiali. La Corsica è realmente «sauvage», selvaggia. E anche quando sembrerebbe impossibile, la prorompente natura del «maquis», la rigogliosa macchia mediterranea con i suoi profumi e le sue asprezze, ti assale all’improvviso. Ideale per una splendida vacanza last minute a settembre o a ottobre, vi conduciamo con questo viaggio a tappe alla scoperta di un’isola che non potrai mai dire di conoscere fino in fondo.

Il nostro viaggio parte dallo sbarco a Bastia, dopo una traversata di poche ore su uno dei traghetti che partono da Livorno. È mezzogiorno e mezzo e noi vi consigliamo, appena usciti dalla stazione marittima, di voltare a destra e puntare verso il nord.

Per visitare la bella Bastia c’è tempo, per assaggiare la prima chicca dell’isola, no. Voltato a destra verso Cap Corse, la punta (il “dito”, se preferite) che guarda la Liguria, dopo un chilometro e mezzo potete incontrare il bivio per San Martino di Lota. Prendetelo subito. Saranno sei chilometri di splendidi tornanti avvolti nel verde utili a capire la prima lezione sulla Corsica: è splendidamente verdeggiante come neppure i boschi dell’Umbria o del Trentino Alto Adige sanno essere. E subito dopo imparerete la seconda: dovete iniziare a vedere il mare dalle montagne così come hanno fatto per secoli i corsi, d’altronde solo così potrete sperare di annusare un po’ la corsitudine, ovvero il sentimento tutto particolare che lega gli abitanti all’isola.

Dovete trovare il ristorante “La Corniche”, dalla cui terrazza potrete ammirare il mare blu incastonato da spettacolari montagne verdi. E cosa ordinerete? Ostriche, anzitutto, e poi capretto o piccione, sì avete capito bene; per finire una meravigliosa selezione di formaggi corsi e deliziose marmellatine annesse. Tutto innaffiato con un vino rosé – in Corsica sono eccezionali – e che sia rigorosamente un Orenga de Gaffory. Terminato il pasto è ora di ripartire, non senza esservi fermati ad ammirare le cappelle funerarie che non potrete non notare e che segnano le strade di tutta l’isola guardando sempre il mare proprio come i cimiteri della vicina Liguria. «O chiese di Liguria, come navi disposte ad essere varate! O aperti ai venti e all’onde liguri cimiteri!»… chissà se il grande poeta Vincenzo Cardarelli è mai stato in quest’isola così profondamente legata all’Italia…

(prima parte – segue)

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