Un documento di consultazione dell’Autorità per l’energia conferma la bufala dei ripartitori:
“I sistemi di contabilizzazione indiretta, invece, sono tecnicamente applicabili nella gran parte dei casi in edifici esistenti, ma non sono regolati dalla Metrologia Legale, a garanzia della transazione economica e a tutela del consumatore finale”.
Tutto nasce da un decreto che pretendeva di regolare la contabilizzazione dell’energia termica degli edifici, da realizzarsi entro quest’anno.
I condomìni, spesso mal consigliati da amministratori poco informati, deliberavano per il sistema di contabilizzazione indiretta.
La paura, del tutto ingiustificata ormai, era di pagare penali dal prossimo gennaio.
La contabilizzazione indiretta é composta da valvole termostatiche, con le quali si regola il flusso dell’acqua calda ai radiatori, e da ripartitori che stimano l’energia termica fornita da ciascun radiatore all’ambiente.
Negli edifici più datati è tecnicamente impossibile installare sistemi di contabilizzazione diretta, in grado di misurare legalmente l’energia termica consumata dall’intera unità immobiliare.
I contabilizzatori diretti sono strumenti omologati mentre i ripartitori non lo sono in quanto stimano grossolanamente l’energia termica ceduta dal radiatore all’ambiente.
Non essendo strumenti di misura omologati, i ripartitori non sono strumenti legali mentre la legge stabilisce che, se una transazione economica è basata sulla misurazione di una grandezza, tale misurazione deve essere effettuata con strumenti di misura legali e la grandezza deve essere espressa in un’unità di misura legale.
La richiesta di un corrispettivo economico, contro una quantità di energia termica erogata, rientra in questa casistica.
I ripartitori invece, o non si sa neppure cosa misurino, oppure misurano “unità di ripartizione”, che comunque non sono unità di misura legali.
La Direttiva 2004/22/CE – MID – regola la messa in commercio di strumenti di misurazione omologati, prevede la sola contabilizzazione diretta e non i ripartitori.
Quindi il simbolo CE, apposto sui ripartitori attualmente in commercio, presume una conformità metrologica che non esiste.
Il ripartitore è quindi illegale ed é nulla qualsiasi pretesa economica basata sulle sue rilevazioni, a prescindere dalle decisioni prese dalle assemblee condominiali.
Era quindi sostanzialmente inutile installare i ripartitori, con buona pace di quelli che hanno speso soldi inutilmente e degli amministratori che invece continuano a proporre i lavori in assemblea richiamando una legge che non conoscono.
Il Ministero, a cui compete la metrologia legale, dorme e il cittadino butta i soldi dalla finestra perchè ha paura di dover pagare multe se non installa strumenti illegali.
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