Banca(rotta)M.P.S. e l’impossibilità dei revisori di esprimere un giudizio sul bilancio intermedio al 30 settembre: una tragedia vera o forse, molto più semplicemente, una grottesca farsa?

L'infinita saga (o, forse, meglio dire: telenovela) della crisi del Monte dei Paschi di Siena ci fornisce uno spunto molto interessante per andare ad analizzare un aspetto molto particolare del com...

L’infinita saga (o, forse, meglio dire: telenovela) della crisi del Monte dei Paschi di Siena ci fornisce uno spunto molto interessante per andare ad analizzare un aspetto molto particolare del complesso funzionamento dei mercati finanziari: la revisione contabile dei bilanci.

Giovedì 3 novembre scorso, infatti, è stato depositato il “Resoconto Intermedio di Gestione di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. al 30 settembre 2016“, liberamente consultabile, da chi ne fosse interessato, direttamente sul sito della banca a questo link.

Scorrendo tale voluminosa documentazione, verso la fine, esattamente a pag. 106 di 116, si trova allegata ex lege la Relazione di revisione contabile limitata sul bilancio consolidato intermedio, ovvero la Relazione della società di revisione, chiamata ad esprimere il giudizio sull’attendibilità e sulla veridicità delle informazioni rappresentate in bilancio.

Per comodità di consultazione del lettore essa verrà riportata qui di seguito per intero, in quanto è davvero utile per comprendere bene il modus operandi di tali società di revisione e l’utilità pratica di tali “certificazioni/attestatazioni”.

Vediamo, quindi, in dettaglio cosa dice il revisore legale su Monte dei Paschi, avvertendo che saranno evidenziate nel testo alcune parti di interesse mediante sottolineature che non compaiono nell’originale.

Introduzione
Abbiamo svolto la revisione contabile limitata del bilancio consolidato intermedio, costituito dallo stato patrimoniale al 30 settembre 2016, dal conto economico, dal prospetto della redditività complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal rendiconto finanziario per il periodo chiuso a tale data e dalle relative note illustrative della Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. e controllate (il“Gruppo Montepaschi”), predisposto per le finalità indicate nella Parte A – Politiche Contabili delle note illustrative. Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato intermedio in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l’informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) adottato dall’Unione Europea. È nostra la responsabilità di esprimere una conclusione sul bilancio consolidato intermedio sulla base della revisione contabile limitata svolta.
Portata della revisione contabile limitata
Il nostro lavoro è stato svolto in conformità all’International Standard on Review Engagements 2410 “Review of Interim Financial Information Performed by the Independent Auditor of the Entity”. La revisione contabile limitata del bilancio consolidato intermedio consiste nell’effettuare colloqui, prevalentemente con il personale della società responsabile degli aspetti finanziari e contabili, analisi di bilancio ed altre procedure di revisione contabile limitata. La portata di una revisione contabile limitata è sostanzialmente inferiore rispetto a quella di una revisione contabile completa svolta in conformità agli International Standards on Auditing e, conseguentemente, non ci consente di avere la sicurezza di essere venuti a conoscenza di tutti i fatti significativi che potrebbero essere identificati con lo svolgimento di una revisione contabile completa. Pertanto, non esprimiamo un giudizio sul bilancio consolidato intermedio.
Conclusioni
Sulla base della revisione contabile limitata svolta, non sono pervenuti alla nostra attenzione elementi che ci facciano ritenere che il bilancio consolidato intermedio del Gruppo Montepaschi al 30 settembre 2016 non sia stato redatto, in tutti gli aspetti significativi, in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l’informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) adottato dall’Unione Europea.
Richiamo d’informativa
Senza modificare le nostre conclusioni, si richiama l’attenzione sull’informativa fornita nei paragrafi “Continuità aziendale” e “Piano per la dismissione delle sofferenze, la riduzione del profilo di rischio e il rafforzamento della solidità patrimoniale” delle note illustrative nei quali gli amministratori informano in merito alla complessa operazione deliberata dal Consiglio di Amministrazione in data 29 luglio 2016 e successivamente modificata da ultimo con delibera del 24 ottobre 2016, nonché sulla valutazione effettuata in merito al suo stato di attuazione e alle residue incertezze connesse al manifestarsi delle condizioni per la sua realizzazione nonché ai possibili esiti dell’ispezione in corso da parte della BCE. Subordinatamente alla concreta attuazione di tale operazione, gli amministratori hanno ritenuto appropriato adottare il presupposto della continuità aziendale ai fini della predisposizione del bilancio consolidato intermedio al 30 settembre 2016.
Milano, 31 ottobre 2016
EY S.p.A.
Massimiliano Bonfiglio
(Socio)

Riassumiamo, quindi, i punti più interessanti di tale Relazione:

1. è responsabilità dei revisori legali esprimere una conclusione sul bilancio consolidato intermedio sulla base di una revisione contabile limitata;

2. l’impossibilità di esprimere un giudizio sul bilancio consolidato intermedio deriva dal fatto che la portata di una revisione contabile limitata è sostanzialmente inferiore rispetto a quella di una revisione contabile completa svolta in conformità agli International Standards on Auditing e, conseguentemente, non consente di avere la sicurezza di essere venuti a conoscenza di tutti i fatti significativi che potrebbero essere identificati con lo svolgimento di una revisione contabile completa;

3. gli amministratori della Banca hanno ritenuto appropriato adottare il presupposto della continuità aziendale ai fini della predisposizione del bilancio consolidato intermedio al 30 settembre 2016 nonostante sia in essere il “salvataggio” dell’istituto di credito presentato al mercato a fine ottobre.

La domanda centrale, quindi, è questa: quale valore aggiunto ha una tale Relazione? In altre parole, rispetto ai documenti già presenti nel bilancio, che informazione essenziale ed indispensabile aggiunge a coloro che sono chiamati a valutare (in qualità di azionisti, obbligazionisti, dipendenti, etc.) lo stato di salute della banca?

Il discorso sarebbe piuttosto ampio e coinvolgerebbe molti aspetti del diritto societario che qui, per brevità di esposizione, non toccheremo. Peraltro risulta utile analizzare almeno due aspetti che toccano da vicino il risparmiatore, il quale semplicemente deposita i propri risparmi in una banca, che potrebbe essere a rischio di bail-in.

A) Se è precisa “responsabilità dei revisori legali esprimere una conclusione sul bilancio” considerato (poco qui importa se trimestrale o annuale, anche se una differenza c’è), può esistere ed avere una giustificazione plausibile una formula come “(per questi motivi) non esprimiamo un giudizio sul bilancio (considerato) “?

Diciamo subito, a scanso di equivoci e per non attirarci le critiche dei professionisti del settore, che: sì, la legge concede al revisore contabile la facoltà di ricorrere all’impossibilità di esprimere un giudizio, vincolandolo, peraltro, ad espressamente motivare il motivo per cui si è verificata tale impossobilità.

Il fatto, peraltro, che il revisore si “trinceri” dietro al fatto che “la portata di una revisione contabile limitata è sostanzialmente inferiore rispetto a quella di una revisione contabile completa svolta in conformità agli International Standards on Auditing e, conseguentemente, non ci consente di avere la sicurezza di essere venuti a conoscenza di tutti i fatti significativi che potrebbero essere identificati con lo svolgimento di una revisione contabile completa” è un motivo forse formalmente valido ex lege, ma fa nascere una semplice domanda di buonsenso:

a che mai può servire esprimere un tale “giudizio” (che giudizio non è!)? Cui prodest? Che informazioni di valore fornisce al generico investitore sulla valutazione della solidità di tale banca?

Non sarà mica per caso che tale “Relazione” sia utile solo per generare fatturato per la generica Società di Revisione e null’altro più?

Qui ci stiamo occupando del bilancio di Monte dei Paschi di Siena, ma – attenzione! – le suddette modalità operative vengono adottate da tutte le Società di Revisione anche con le altre banche, con formule sostanzialmente “fotocopie” di quella appena analizzata.

Il lettore più curioso potrà verificare quanto affermato andando a prendere a caso, ad esempio, i bilanci trimestrali di quest’anno degli altri gruppi bancari ed andando a realizzare personalmente la verità di quanto sopra esposto.

B) Il richiamo presente nella Relazione della Società di Revisione al fatto che “gli amministratori hanno ritenuto appropriato adottare il presupposto della continuità aziendale ai fini della predisposizione del bilancio consolidato intermedio al 30 settembre 2016 ” cosa significa in concreto? Si legge una “opinione” al riguardo di tale affermazione o semplicemente è riportato un fatto già consultabile in bilancio?

Delle due la seconda. A pag. 32 del Resoconto Intermedio di Gestione di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. al 30 settembre 2016 si legge, infatti, testualmente quanto segue:

Come richiesto dai principi contabili e con riferimento alle indicazioni fornite nell’ambito del Documento n.4 del 3 marzo 2010 emanato congiuntamente da Banca d’Italia, Consob e IVASS e successivi aggiornamenti, la Banca, valutato lo stato di attuazione del progetto sopra delineato, le residue incertezze connesse al manifestarsi delle condizioni per la sua realizzazione nonché ai possibili esiti della sopramenzionata ispezione in corso da parte della BCE, subordinatamente alla concreta attuazione del progetto stesso, ha la ragionevole aspettativa di continuare con la sua esistenza operativa in un futuro prevedibile ed ha pertanto redatto la situazione patrimoniale ed economica al 30 settembre 2016 nel presupposto della continuità aziendale.

Quindi, di nuovo: a che mai può servire riportare acriticamente (i.e. ricopiare) qualcosa già espressamente contenuto nel bilancio?

Torna utile a riguardo di quanto sopra esposto riconsiderare cosa dicevamo in un dibattito pubblico televisivo ad inizio gennaio in tema di revisori e banche “risolte”:

 https://www.youtube.com/embed/eddkPvkOSTs/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

Riformuliamo la domanda: i revisori che ci stanno a fare in una società, a parte percepire lauti compensi? Se non ci fossero, che danni ciò porterebbe alla trasparenza ed alla stabilità del mercato finanziario?

Ad esempio, i revisori contabili nelle vicende Parmalat, Cirio, Giacomelli, Volare, Alitalia, Banca Etruria, Banca delle Marche, Ca.Ri.Ferrara e Ca.Ri.Chieti, etc., che informazioni importantissime e vitali hanno aggiunto nelle proprie “certificazioni” che mettessero in guardia gli investitori del possibile, prossimo default di tali aziende?

La risposta è nota anche a chi non si occupi di finanza, ma abbia letto – pur distrattamente – le cronache giornalistiche dell’epoca, per la qual cosa possiamo dormire sonni tranquilli:

se Monte dei Paschi dovesse fallire, non sarà certo perché il revisore contabile si è trovato nella “impossibilità di esprimere un giudizio sull’attendibilità e sulla veridicità delle informazioni rappresentate in bilancio“, ma sarà tutto merito dei vertici aziendali di tale banca, delle autorità di vigilanza e della perversa commistione fra finanza, politica e malaffare.

Perché oramai decenni di scandali finanziari che si sono succeduti regolarmente e con schemi praticamente sempre uguali (non ultimi i singoli casi delle 4 banche “risolte” in cui i revisori avevano “certificato” fino all’ultimo i vari bilanci depositati), ce l’hanno fatto capire forte e chiaro:

la revisione contabile del bilancio non ha in effetti alcuna utilità pratica, ma è un altro dei documenti sostanzialmente inutili che devono essere allegati al fascicolo del bilancio aziendale, per la sola indubbia gioia di chi fa fatturato con tali obblighi legali, ma non certo degli investitori/risparmiatori eventualmente “azzerati” dai successivi defaults delle aziende fino ad allora regolarmente “revisionate”.

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