Va’ pensieroQuella diversità che fa bene al business

L'inclusione e la diversità fanno bene alle aziende e le istituzioni. Diversity is key. La diversità è la chiave, titola una serie di eventi la Camera di Commercio Britannica per l'Italia. Il prim...

L’inclusione e la diversità fanno bene alle aziende e le istituzioni. Diversity is key. La diversità è la chiave, titola una serie di eventi la Camera di Commercio Britannica per l’Italia. Il primo evento si è svolto a Villa Wolkonsky, residenza dell’Ambasciatore britannico in Italia. La padrona di casa è una donna, Jill Morris. “Sono molto orgogliosa di essere il primo ambasciatore donna in Italia per il Regno Unito”, dice Jill Morris. In questo momento a Roma il Regno Unito ha tre donne nei ruoli di ambasciatori presso lo Stato, presso la Santa Sede e presso la Fao. Oggi il Foreign Office è al 42,3 per cento femminile e gi ambasciatori donne in tuttio il mondo sono 50. “Maggiore diversità all’interno della forza lavoro costituisce una ricchezza per ogni organizzazione e ci permette, nel nostro caso, di rappresentare al meglio il nostro Paese, in tutte le sue sfumature”, dice l’ambasciatore Morris.

Garantire e favorire nelle aziende la diversità (di genere, etnia, religione e orientamento sessuale) porta benefici concreti in termini di competitività e di risultati. “In un mondo del lavoro globale e interconnesso, il confronto e la gestione delle differenze sono un vantaggio competitivo che ogni impresa dovrebbe porre come base della propria crescita e del proprio sviluppo”, dice Ivan Scalfarotto, sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico. Scalfarotto ha anche ricordato che il suo coming out all’interno dell’azienda privata in cui lavorava qualche anno fa influì in modo molto positivo sul suo rendimento professionale. Un ambiente di lavoro in cui siano garantiti rispetto e inclusione porta benefici a tutti.

“La corrretta gestione delle diversità e dell’integrazione è un elemento chiave per il successo del business”, assicura Iulia Nartea, Country Manager di UPS Italia. E da Letizia Radoni, Capo Dipartimento Circolazione Monetaria di Banca d’Italia, arriva una ulteriore conferma: le banche che favoriscono la diversity sono fra quelle che hanno superato meglio la grave crisi finanziaria cominciata nel 2008.

È un tema su cui riflettere. La camera di Commercio Britannica per l’Italia lo farà in altri tre incontri programmati a Milano nei prossimi mesi. Si parlerà di Gender Diversity & LGBT, Cultural Diversity e Age Diversity. I dirigenti di molte aziende italiane farebbero bene ad andare, ascoltare e prendere appunti.

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