ApotropaicoAtroce o sublime ovvero finché se ne parli

Temi generali presi con la pinza prima di contrarre malattie. Correlazioni e disarmi di una posizione sempre più distante dall’attualità che circonda. Paradossi e specchi distorsivi di una Italia,...


Temi generali presi con la pinza prima di contrarre malattie. Correlazioni e disarmi di una posizione sempre più distante dall’attualità che circonda. Paradossi e specchi distorsivi di una Italia, ma che dico, di un mondo, che fatica a mantenere tosto il suo nome. In una parola: umanità.


Ciò che non tramonta. Dopo le dimissioni c’è il congresso. Dopo il congresso, le elezioni anticipate. Dopo le elezioni, la solita opposizione feroce con ben in mente la caduta del governo. Un altro giro, un’altra corsa su questa demoniaca giostra. Gentiloni è ben incollato alla sedia, se salta siamo al IV (chiarisco: quarto) governo che si suicida letteralmente in meno di quattro anni. L’amaro conteso? Le solite tasse con un’Europa che pesta i piedi come un bamboccio frignante. In questo clima da Looney Toons c’è chi presenta mozioni anti tasse purché siano senza tagli. Si vota! Tutti a mettersi il trucco: via di testa bassa contro l’austerità europea e contro Berlino, il muro.

Conforti numerici. Il report con le ultime previsioni della commissione, circa le previsioni economiche della UE sull’Italia parlano chiaro: 0,9% in crescita, udite udite, nel 2017. Siamo abbondantemente sotto la media europea ma in fondo, chisseneimporta. Disoccupazione 11%, deficit 2,4%, differenziale tra debito e pil 133,2%. Ma c’è ancora ampio margine di miglioramento. Ragazzi, andiamo a ballare!

Smith alla ribalta. Nel contempo, in Giappone, si rispolverano i manuali di storia economica sette-ottocentesca. Da male assoluto, Shinzo Abe, è ora amato: dal cilindro magico ha applicato ricette di nazionalismo, protezione dei tassi interni, export controllato e i gli altri soliti noti aspetti economici della teoria protezionistica. Ma come, non era etichettato come un folle nazista? Make sushi great again.

Piagnistei senesi. Non si è più saputo niente dopo il buco nero di Mps. Pare sia tutto tornato alla normalità grazie alle tasche dei contribuenti. Sono “caduti” tanti vertici – quali non è ben chiaro – a vantaggio di un rinnovamento nel management per nuove e gloriose direttive competitive. Sembra una brochure di una crociera, poi si guardano i fondi per le ricapitolarizzazioni. Intanto Qatar, Soros e Paulson hanno agitato, senza badare a spese, energicamente le mani.

Cara Libia ti scrivo. Solo ieri avrebbero dovuto palesarsi manifestazioni celebrative pro rivoluzioni. È passato quasi un decennio ma nessuno fa festa. Un’America che nell’orizzonte vuole snellire la nato; una Europa che vorrebbe fare business ma è incapace di sedare i gruppi terroristici; un Gheddafi che ormai non manca a nessuno. La Libia è ora come il Modena Park: affollato, chiassoso e con prezzi da paura.

Dì ciao con la manina. In tutto questo Samsung ha il suo Ceo in galera. Il capo dei capi, il capoccia ereditiero di una multinazionale con fatturati da urlo, si è fatto incastrare per scandali fiscali di dubbia valenza. Un “orsetto della luna” colto con le zampe nel miele. Dopo quasi ottant’anni di produzione tecnologica la principale nemica di Apple combatte per non sprofondare in un impeachment morale. Che persone splendide.

Maranatha.

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