Energy and Strategy HubL’asse energetico Iraq-Iran che scalda i mercati

i ministri del Petrolio di Iraq e Iran, Jabar Ali al Luaibi e Bijan Zangeneh, hanno siglato un memorandum d’intesa con cui i due paesi mediorientali studieranno il modo di veicolare attraverso il t...

i ministri del Petrolio di Iraq e Iran, Jabar Ali al Luaibi e Bijan Zangeneh, hanno siglato un memorandum d’intesa con cui i due paesi mediorientali studieranno il modo di veicolare attraverso il territorio iraniano il greggio iracheno estratto a Kirkuk. L’accordo prevede inoltre lo sviluppo dei giacimenti condivisi lungo la fascia di confine e la possibilità di esportare verso la raffineria iraniana di Abadan gli idrocarburi iracheni estratti a Bassora.

L’intesa Baghdad-Teheran va letta alla luce dell’entrata in vigore (gennaio 2016) dell’accordo sul nucleare iraniano e del difficile contesto geostrategico con cui si deve confrontare il governo federale dell’Iraq, impegnato sul campo contro le forze del sedicente Stato Islamico attive nell’ovest del Paese e impossibilitato a reindirizzare verso le infrastrutture per l’export affacciate sul Golfo Persico il greggio dei suoi giacimenti di Kirkuk. Baghdad deve fare inoltre i conti con la regione autonoma del Kurdistan, che produce circa 500 mila barili di petrolio al giorno ed esporta le sue risorse verso la Turchia senza che sia stato ancora raggiunto alcun tipo di accordo sulla ripartizione della relativa rendita energetica col governo centrale. In un contesto tanto complesso, la ritrovata assertività persiana in campo energetico può allora diventare determinante per il rilancio della posizione irachena. Alla base del memorandum siglato ieri c’è difatti la politica perseguita da Teheran dopo la fine delle sanzioni internazionali, volta a siglare una serie di accordi con i propri vicini regionali per l’esportazione di idrocarburi dai propri terminal affacciati sul Golfo tramite il metodo “swap”.

Preso atto della carenza di infrastrutture di trasporto regionali o dell’impossibilità di impiegare quelle esistenti, l’Iran è pronto a esportare una quantità di idrocarburi stoccata presso uno dei propri impianti equivalente a quella ricevuta dall’estero in un altro suo terminale, e senza che vi sia alcun tipo di collegamento fra questi due siti. In attesa di capire in che modo prenderà realmente forma l’intesa Baghdad-Teheran (già alleati sul campo contro le milizie di al-Baghdadi), la cooperazione energetica fra i due Paesi mediorientali può comunque avere risvolti importanti sul processo di stabilizzazione regionale dopo decenni di conflitti.

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