Energy and Strategy HubIl fallimento di Westinghouse e la crisi del nucleare

Il gigante dell’energia nucleare Westinghouse Electric ha ufficialmente presentato richiesta di fallimento. I guai della società che fornisce tecnologia a circa la metà degli impianti atomici prese...

Il gigante dell’energia nucleare Westinghouse Electric ha ufficialmente presentato richiesta di fallimento. I guai della società che fornisce tecnologia a circa la metà degli impianti atomici presenti al mondo si può imputare principalmente ai ritardi nella costruzione di due nuovi reattori in Georgia e Nord Carolina. Il piano per attivare le procedure fallimentari del Chapter 11 presso la controllata americana ha portato sotto la luce dei riflettori anche la volontà di Toshiba di ridimensionare l’impegno nel settore nucleare fuori dal Giappone e di limitare le enormi perdite che la controllata americana provoca al gruppo giapponese.

E’ una notizia pesantemente negativa per l’intero settore che dopo la tragedia di Fukushima sembra non essere più in grado di riprendersi. Un trend al ribasso testimoniato dal fatto che la stessa società americana, acquistata nel 2006 dal colosso giapponese, negli ultimi anni ha concentrato le proprie attività nelle tecnologie per smantellare centrali nucleari invece che nella costruzione di nuovi impianti. Toshiba ha riportato oltre 5,5 miliardi di euro perdite relative alle sue attività nel settore nucleare negli Stati Uniti e si è ritirata dai nuovi progetti in India (dove sia l’amministrazione Bush che quella di Obama hanno fatto pressioni sul governo indiano perché comprasse reattori costruiti da Toshiba-Westinghouse o da Hitachi-General Electric) e Gran Bretagna, lasciando un vuoto nei piani del governo di Londra nei quali i giapponesi sono un attore chiave in quanto responsabili del progetto della centrale di Moorside, in Cumbria.

Il fallimento di Westinghouse ha ripercussioni sull’intero settore nucleare mondiale, in sofferenza già da anni. La tedesca Siemens ha abbandonato la sua attività nucleare nel 2011, mentre Areva è stata salvata dall’intervento del governo francese. Dei 754 reattori operanti in tutto il mondo, 90 sono stati abbandonati in varie fasi di costruzione, di cui 40 solo negli Stati Uniti, dodici dei quali sono progetti di Westinghouse (dati Global Nuclear Power Database). Una situazione che riguarda soprattutto Stati Uniti ed Europa. Nel frattempo, quella del nucleare sta diventando un’industria sempre più cinese. Sono molto attivi anche i russi e l’Arabia Saudita e il Sud Africa.

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