Energy and Strategy HubLe compagnie energetiche e la sfida della cybersicurezza

Tra le società colpite dall’attacco informatico del 27 giugno ci sono anche enti petroliferi e la compagnia nazionale del gas dell’Ucraina e la società petrolifera russa Rosneft. Da Mosca hanno fat...

Tra le società colpite dall’attacco informatico del 27 giugno ci sono anche enti petroliferi e la compagnia nazionale del gas dell’Ucraina e la società petrolifera russa Rosneft. Da Mosca hanno fatto sapere che nonostante il virus la compagnia statale non ha interrotto la produzione di greggio. Nel comunicato stampa ripreso dall’agenzia Ria Novosti si legge che «l’attacco hacker avrebbe potuto portare a gravi conseguenze. Tuttavia, grazie al fatto che l’azienda è passata ad un sistema di backup di controllo del processo o di produzione, né l’estrazione, né l’elaborazione del petrolio sono state fermate».

Malgrado non ce ne fosse bisogno l’ultima mossa degli hacker evidenzia quanto la a cybersicurezza sta diventando un imperativo sempre più impellente per tutte le compagnie energetiche. La crescente digitalizzazione del settore energetico assieme il ruolo chiave che l’energia gioca nello sviluppo economico globale, rende le infrastrutture energetiche obiettivi privilegiati per eventuali attacchi cyber che potrebbero creare immediatamente danni tangibili non solo alle imprese ma alle normali attività della vita quotidiana. Per tale motivo è un interesse strategico dei governi nazionali tutelare le infrastrutture critiche del proprio Paese, il cui danneggiamento rappresenterebbe sia una perdita economica sia una minaccia all’integrità della struttura tecnologica nazionale. Queste tematiche che coinvolgono istituzioni, regolatori, società, utility e fornitori di soluzioni per le imprese sono state affrontate dal report “The road to resilience – Managing cyber risks” pubblicato dal World Energy Council (Wec) e discusso all’Energy Day di Berlino dello scorso ottobre.

La minaccia cyber non può essere affrontata attraverso singole iniziative ma ha bisogno bisogno di una risposta a livello di sistema paese. Il rapporto mette in luce la necessità di comprendere che la minaccia informatica può rappresentare un rischio equiparabile di un disastro ambientale. Bisogna educare le imprese e i governi a una cultura della prevenzione cyber. Ai governi nazionali tocca il compito di introdurre norme e leggi mentre le aziende che operano nel settore energetico devono investire in cultura tecnologica da estendere a tutti i livelli dell’azienda così da migliorare la collaborazione con le imprese tecnologiche scelte per difendersi e prevenire le manovre degli hacker. Altrettanto decisiva è la collaborazione tra le istituzioni governative di diversi Paesi, così come lo sviluppo di una cooperazione internazionale in materia cyber.

In Italia, lo scorso febbraio è stato varato dal Cisr (Comitato Interministeriale per la Sicurezza della Repubblica), presieduto dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, un programma nazionale per la cybersecurity in più fasi e un nuovo decreto che sostituisce quello dell’ex presidente del Consiglio Mario Monti del gennaio 2013 che fino al allora aveva regolato l’architettura nazionale per la sicurezza cibernetica.

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