AttentialcaneUnicusano tua sorella

Subito i fatti. Una squadra di calcio di serie B – la Ternana – riesce a salvarsi all’ultima giornata in maniera rocambolesca e insperata. Scene di giubilo, incredulità e osanna all’allenatore Live...

Subito i fatti. Una squadra di calcio di serie B – la Ternana – riesce a salvarsi all’ultima giornata in maniera rocambolesca e insperata. Scene di giubilo, incredulità e osanna all’allenatore Liverani, il quarto della stagione, che ha motivato lo spogliatoio e compiuto un’impresa che sa di miracolo.

Pochi giorni dopo, il presidente Longarini decide che basta; e mette in vendita la società. I tifosi – che mai hanno amato il patron – da una parte sono contenti, dall’altra, memori di storici capitomboli societari, crollano in stato di depressione. E se non si fa avanti nessun acquirente? Si ricomincia dai dilettanti?

Ma l’acquirente c’è: Bandecchi, fondatore dell’Università telematica Unicusano, mette sul piatto soldi e programmi. Arriva in elicottero allo stadio Liberati e Terni è una piazza importante di qua e merita la serie A di là… solo che la squadra dovrà cambiare nome: si chiamerà Unicusano Ternana. Un po’ come il Lanerossi Vicenza di Paolo Rossi.

Il nome è un’etichetta che si dà alle cose. Un tavolo si chiama “tavolo” perché è stato deciso così, ma potrebbe tranquillamente chiamarsi “gatto” senza perdere nessuna caratteristica della sua tavolinità: la sua funzione di oggetto resterebbe inalterata. Il significato delle parole, insomma, non sta nell’oggetto in sé, ma nell’utilizzo e nell’intenzione di chi parla.

Ora, se questa cosa può andar bene per i filosofi, provate a dirla a un tifoso. Le squadre di pallone hanno l’illusione della permanenza, il dono della ipostatizzazione. Un nome denota la storia e – biunivocamente – la storia impone un nome, proprio quel nome lì. Non un altro. Non quello di uno che arriva il elicottero e sì, magari ti porta in serie A.

Ma non è questo il punto. Immaginate di guardarvi allo specchio e di dover imporre a voi stessi di smettere di chiamarvi Mario – il vostro nome – ma Antonio. È normale? Dice: ma tu lo sai che sei Mario, che ti frega? Vedrai, quando Sconcerti dirà alla Domenica Sportiva uh, però che sorpresa questo Antonio nella parte sinistra della classifica. Dì, ti farà schifo?

Al netto di Sconcerti (tutto da verificare), mi risulta indigeribile però che nell’album delle figurine Panini la Ternana calcio, fondata nel 1925, possa stare sotto la “u”. Perché, scusate, se arriva uno e – dopo aver abusato di vostra sorella – dicesse: ehi, baluba, ma sei ancora fermo lì alla vecchia e stantia relazione nome-nominato? Tua sorella resta o non resta, nella tua intenzione, tua sorella?

Non saprei, devo pensarci su.

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