Va’ pensieroLa passione di Camilleri per la musica del Novecento

Ho piacevolmente chiacchierato con Andrea Camilleri per oltre un’ora nel suo buen retiro estivo di Santa Fiora, il borgo ai piedi del Monte Amiata dove lo scrittore siciliano prese casa alcuni dece...

Ho piacevolmente chiacchierato con Andrea Camilleri per oltre un’ora nel suo buen retiro estivo di Santa Fiora, il borgo ai piedi del Monte Amiata dove lo scrittore siciliano prese casa alcuni decenni fa.

Seduto al centro di una stanza affacciata sul giardino, Camilleri mi ha regalato i suoi ricordi in occasione dell’uscita del libro “Ora dimmi di te. Lettera a Matilda” (Bompiani), un riassunto della sua vita ad uso della pronipote Matilda, 4 anni.

Camilleri compirà 93 anni il 6 settembre. La mente è lucida. I ricordi vividi, spesso allegri, non appesantiti dalla malinconia. Camilleri ha dedicato la sua lunga vita al teatro e alla scrittura, ma c’è anche un po’ di spazio per la musica. Una volta, infatti, Camilleri si cimentò con una regia di teatro musicale.

“Sì, al Teatro Donizetti di Bergamo il 30 settembre del 1958 curai la regia di una novità del maestro Alfredo Sangiorgi. Si intitolava San Giovanni Decollato ed ebbe molto successo, tanto che l’anno seguente il sovrintendente Bindo Missiroli (faceva un festival meraviglioso di novità italiane, si chiamava Festival delle novità) mi propose di allestire l’opera all’Arena di Verona e io rifiutai, ritenendo di non avere la competenza sufficiente e dato lo scarso numero di giorni di prova a disposizione. Allora dissi di chiamare uno competentissimo, perché a me ci vuole un po’ di tempo, almeno 24 ore, per distinguere il rumore di due bicchieri che sbattono dal suono di un violino”.

Qui Camilleri esplode in una risata. “Ovviamente era un paradosso”, aggiunge, “ma sono convinto che i registi che fanno l’opera lirica dovrebbero conoscere benissimo la musica, io non ero in quelle condizioni, quindi non ho continuato”.

Ho chiesto a Camilleri quali sono le sue opere liriche preferite e mi ha dato una riposta non scontata: “Ci sono due opere che mi interessano moltissimo, entrambe di Alban Berg. Sono il Wozzeck, che mi piace enormemente, e l’altra è la Lulu, tratta dalla commedia di Wedekind”.

Camilleri mi ha confidato di amare molto e di ascoltare spesso anche la musica di Arnold Schönberg. Come mai questa passione per la musica del Novecento? “Non glielo so dire”, ha risposto, “forse la capisco di più, la trovo più consona”.

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