Ipse DixitLa danza del Diavolo.

Ci siamo, un altro derby rossoneroazzurro è alle porte. Questa volta lo scenario è un ottavo di finale di Coppa Italia, match ad eliminazione diretta; si gioca allo stadio Chinetti di Solbiate Arno...

Ci siamo, un altro derby rossoneroazzurro è alle porte. Questa volta lo scenario è un ottavo di finale di Coppa Italia, match ad eliminazione diretta; si gioca allo stadio Chinetti di Solbiate Arno, in provincia di Varese, ospiti di Fc Internazionale.

Gara infrasettimanale, si gareggia di mercoledì, alle ore 14.30.

Inter vs Milan, partita di cartello tra due formazioni molto diverse tra di loro. L’Inter di mister Sorbi è una neopromossa nella massima serie, è una squadra molto giovane ed attualmente si trova in una posizione di media classifica in campionato. (3 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte).

Il Milan di Maurizio Ganz è una delle big del calcio femminile italiano, veleggia in alta classifica ed è una formazione abituata a competere per il tricolore e per la conquista della Coppa Italia.

Il Biscione non arriva certamente a Solbiate vestito con l’abito della vittima sacrificale (anzi le dichiarazioni della vigilia di molte giocatrici sono decisamente bellicose), ma certamente la parte in commedia del favorito d’obbligo è del Milan di Ganz.

Mentre le rossonere schierano un undici definibile “titolare” (o quantomeno più consueto) nella formazione interista ci sono numerosi avvicendamenti.

Ben tre giocatrici classe 2001, una classe 2000 e due classe 1999 inserite nell’undici di partenza rendono subito palese che questo turno di Coppa è anche l’occasione per fare esperimenti e per dare spazio a giovani calciatrici che devono cominciare a rompere il ghiaccio anche in partite di cartello.

Il terreno di gioco, pur profondamente segnato, è assolutamente praticabile. Le tribune, per essere una giornata lavorativa infrasettimanale, ospitano un discreto numero di persone.

Per prassi consolidata sulle nostre pagine cerchiamo di limitare la cronaca delle giocate al minimo indispensabile; in questa occasione saremo ancora più abbottonati, perché dopo cinque minuti dal fischio d’avvio la partita – de facto – è già finita.

1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-11-12-13-14-15-16-17-18-19…GOL!

1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-11-12-13-14-15-16-17-18-19…GOL!

Dopo soli diciannove secondi il Milan passa in vantaggio con una rete di Miriam Longo.

Non è il gol più veloce del calcio mondiale (il record appartiene a Nawaf Al Abed che nella sfida tra il suo Al-Hilal e l’Al Shoalah riuscì a trovare la via della rete dopo 2 secondi e 72 decimi) ma sicuramente è uno dei più veloci mai realizzati in Italia (il primato nazionale appartiene a Luca Valsesia che segnò in Omegna-Cossago dopo soli 5 secondi).

Primo gol stagionale per la giovane classe 2000 del Milan che fatica a contenere la sua gioia.

Nemmeno il tempo di rimettere la palla al centro, di scambiarsi il cinque ed ecco il raddoppio.

Lady Andrade calcia di sinistro ed il suo tiro viene deviato in corner. La stessa Lady Andrade batte dalla bandierina, la palla giunge a Hovland che – molto reattiva – insacca. Inter 0 – Milan 2.

Se non è game over poco ci manca, anche perché subire una doppietta dopo solo quattro minuti è un’esperienza che manderebbe al tappeto anche la più spregiudicata della squadre.

Il Milan (cinico ed esperto come una grande squadra deve essere) è padrone assoluto del campo ed al minuto 13 costringe il portiere dell’Inter Roberta Aprile alla grande parata.

Lady Andrade batte un calcio d’angolo, il pallone arriva sui piedi di Refiloe Jane che di prima spara un missile terra-aria; Roby Aprile si distende e salva la sua porta.

Passano solo altri due minuti ed al 15’ arriva il terzo gol rossonero; bel mancino di Lady Andrade e la rete si gonfia.

Inter 0 – Milan 3. Il Diavolo suona la musica, l’Inter balla e Lady Andrade incanta.

Al minuto 23 l’estremo difensore rossonero Korenciova tocca palla per la prima volta, bloccando un tiro-cross poco insidioso di Goldoni.

La sua collega Roby Aprile invece non ha un attimo di pace ed al minuto 25 si merita applausi a scena aperta; Valentina Bergamaschi arriva come un treno dalla destra ed a tu per tu con il portiere interista tira a colpo sicuro. Aprile sventa con una parata miracolosa.

Minuto 37. Poker d’assi. Dominika Čonč firma lo 0 a 4 con una rete bellissima. E’ il terzo gol in due derby messi a segno dalla slovena, un bel primato.

Il primo tempo termina e le squadre tornano negli spogliatoi. Inter annichilita, Milan sugli scudi. Un dominio assoluto che nemmeno nelle più rosee previsioni della vigilia era immaginabile.

La ripresa è più equilibrata, con entrambe le panchine che effettuano una serie di sostituzioni. Il Milan non molla mai il pallino del gioco mentre nell’Inter sono soprattutto Tarenzi, Baresi e Alborghetti a tenere a galla una barca che è quasi sul punto di affondare.

Le ragazze di Sorbi riescono a segnare il gol della bandiera al minuto 65, grazie al piede caldo di Lisa Alborghetti che imbuca dalla distanza il più classico dei gol dell’ex.

L’ultima emozione del match è al minuto 89. Contropiede di Tarenzi che si dirige verso la porta del Milan, difesa dalla debuttante Piazza. Fusetti la rincorre e la ferma fallosamente. Cartellino rosso.

Ok, è Natale, però anche nel far regali serve misura. Il rosso è esagerato; a Tarenzi mancavano ancora sette leghe da percorrere per giungere in porta e per definire il fallo come “fallo da ultimo uomo” o come “chiara occasione da gol” ci vuole una fantasia alla Tolkien. Rosso diretto, decisione discutibilissima.

Minuto 92. Triplice fischio, Inter demoralizzata e Milan ai quarti. Incontrerà la Fiorentina.

Il risultato e la prestazione odierna non lasciano dubbi sul differente potenziale delle due squadre; il Milan è una squadra da altissima classifica mentre la giovane Inter sta prendendo le misure ad una realtà agonistica nuova, proponendo la freschezza di tante giovani calciatrici con ottime prospettive che necessitano di un periodo di acclimamento in alta quota.

La sensazione è che il Milan, se avesse premuto sull’acceleratore anche nella ripresa, avrebbe potuto portare a casa un bottino ancora più importante. Invece nel secondo tempo le rossonere si sono auto impostate in modalità risparmio energetico, accontentandosi dello score già raggiunto.

Ho la netta sensazione che questo approccio al secondo tempo non nasca da una disposizione di Ganz; non mi sembra il suo modo di vedere il calcio questo tirare i remi in barca per un intero tempo.

Sugli scudi.

Roberta Aprile, giovane portiere interista, classe 2000. Ha fatto ottime parate e per due volte ha negato il gol a Valentina Bergamaschi con grande coraggio e personalità. Anche in chiave Nazionale azzurra è un’ottima risorsa.

Valentina Giacinti. Non ha segnato, nemmeno oggi. Il suo viso è molto meno sorridente che in passato; il gol le manca, le manca dannatamente, si vede. Ma senza di lei il Milan non sarebbe il Milan. Corre, combatte, apre spazi che le sue compagne sfruttano andando in rete. Su di lei è costantemente necessaria minimo una doppia marcatura e l’intero attacco milanista si regge sulle sue spalle. I gol torneranno, torneranno presto e premieranno quanto di buono sta facendo il Capitano per la squadra.

Pur tifando Atalanta, nessuno nel Milan di Ganz è più Diavolo di lei.

Cosa mi sono perso?

Post scriptum: minuto 27, nell’Inter fuori Merlo e dentro Auvinen. Dalla curva rossonera sale un coro… “La Merlo una di noi”, “Beatrice cambia la maglia” e “Ti aspettiamo al Vismara” … Cosa mi sono perso?

INTER-MILAN 1-4

INTER (4-4-2): Aprile; Fracaros, Debever (1’st D’Adda), Quazzico, Merlo (27′ Auvinen); Goldoni (1’st Marinelli), Alborghetti, Santi, Colombo; Baresi, Tarenzi. A disp.: Marchitelli, Capucci, Brustia, Van Kerkhoven, Pandini, Norton. All.: Sorbi.

MILAN (4-3-3): Korenčiová (11’st Piazza); Bergamaschi (20’st Vitale), Hovland, Fusetti, Tucceri-Cimini; Čonč, Jane, Carissimi; L. Andrade, Giacinti, Longo (35’st Zigic). A disp.: Mendes, Heroum, Kulis, Capelli, Tamborini, Mauri. All.: Ganz.

Arbitro: Calzavara di Varese.

Gol: 1′ Longo (M), 5′ Hovland (M), 15′ L. Andrade (M), 37′ Čonč (M), 20’st Alborghetti (I).

Ammonite: 26’st Quazzico (I), 39’st L. Andrade (M).

Espulse: 45’st Fusetti (M).

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