Ipse DixitMai tirare la coda al Diavolo!

Berglind Björg Þorvaldsdóttir, nata il 18 gennaio del 1992 a Vestmannaeyjar, Islanda.Annunciata dal Milan solo questa mattina, alle 12,30 debutterà in maglia rossonera. A freddo, senza nemmeno un...

Berglind Björg Þorvaldsdóttir, nata il 18 gennaio del 1992 a Vestmannaeyjar, Islanda.

Annunciata dal Milan solo questa mattina, alle 12,30 debutterà in maglia rossonera. A freddo, senza nemmeno una rifinitura infrasettimanale di ambientamento, e per di più con la maglia numero 10 sulle spalle.

Mentre mi avvio al Vismara, (l’impianto milanese che ospita il settore giovanile ed il team femminile rossonero) dove oggi si disputerà Milan vs Roma, mi dico che un nome così imparerò a pronunciarlo ed a scriverlo solo a condizione che la nuova attaccante milanista si dimostri davvero forte.

Salgo in tribuna e mi siedo di fianco ad un gruppo di giovanotti che tutti i presenti inquadrano con i telefonini, anch’essi venuti a vedere un Milan che deve riprendersi dall’inaspettata sconfitta rimediata contro l’Empoli Ladies.

Franco Baresi, Nelson Dida, Angelo Carbone e Mauro Tassotti seguono con attenzione lo svolgersi della partita ed il debutto dei nuovi acquisti rossoneri, la slovena Pamela Begič e la bionda islandese dal nome impronunciabile.

Si gioca alle 12,30 di un lunedì lavorativo; io dico che un bel tacer non fu mai scritto; altri si esprimono in modo più esplicito.

Le tribune del Vismara sono comunque abbastanza gremite, il campo è in buone condizioni, l’aria è tersa e la giornata è piacevole.

La partita è cruciale per la squadra allenata da Ganz; la Juventus è ormai lanciata alla riconquista del titolo e dietro di lei tre formazioni si giocano l’accesso – preziosissimo -alla Champions League. Nell’ordine Fiorentina Women, as Roma ed un Milan che, vincendo sia oggi sia il recupero con Pink Bari, potrebbe insediarsi al terzo posto.

E’ un vero e proprio spareggio, perdere significherebbe complicarsi tremendamente la vita, vincere vorrebbe dire rilanciarsi e potersela giocare sino alla fine.

Vogliamo anche sottolineare il ritorno in casa Milan di due giocatrici che hanno vestito con merito la maglia del Diavolo in passato e che oggi combattono per i colori della Lupa: Manuela Giugliano e Camelia Ceasar.

Il calcio d’avvio è del Milan, schierato controsole in maglia tradizionale a strisce rossonere. La Roma giostra in divisa total white.

Che la partita sia da giocarsi senza indugi e senza tentennamenti lo si capisce quasi subito ed anche i contrasti sono rudi e decisi sin dalle prime battute; l’intervento di Fusetti (#6M) su Giugliano (#10R) è ai limiti del regolamento. Regolamento che – finalmente – viene interpretato all’inglese da un giovane arbitro (Nicolò Turrini della sezione di Firenze) che lascia giocare e non trasforma la partita in un continuo fischia e riparti. Eureka, allora una giacchetta nera un po’ spavalda e non incline a vedere le calciatrici come bamboline di porcellana esiste!!

Manuela Giugliano lascia il campo infortunata

Molto controllo palla per i primi quindici minuti di gioco, con entrambe le formazioni attente a non scoprirsi troppo. Poi il primo momento decisivo dell’incontro; Manuela Giugliano lascia il campo infortunata. E’ una brutta tegola per la più talentuosa giocatrice giallorossa (quest’anno già passata per l’infermeria) che avrebbe sicuramente potuto dare alla sua squadra un apporto decisivo se fosse rimasta in campo per tutti i novanta minuti. Affranta e demoralizzata si siede in panchina.

Al ventesimo la prima segnatura. La romanista Bonfantini batte una punizione a rientrare in direzione della porta del Milan. L’uscita dell’estremo difensore di casa Korenčiová è… alquanto bizzarra (usiamo un eufemismo) e la numero 19 ospite Thomas insacca facile facile.

La sberla subita intontisce il Milan e consente alle ospiti di giocare con autorevolezza e maggior tranquillità. Il Milan ci prova ma le giocate riescono raramente; regna in campo una certa confusione dettata dal crescente nervosismo.

Emblematico è l’urlo poderoso – sentito chiaramente in tribuna – di Linda Tucceri Cimini che richiama le proprie compagne: “facciamo tutte gli stessi movimenti! Muoviamoci!”

Il fischio del direttore di gara mette fine ad un primo tempo decisamente penalizzante per la squadra di Ganz. La Roma esce meritatamente in vantaggio dal prato verde.

L’avvio della ripresa è da film dell’orrore. Al secondo minuto Korenčiová neutralizza un piattone scoccato a colpo sicuro da Vanessa Bernauer (#5R) e dopo due minuti capitola a cagione di una rasoiata tirata da fuori area ancora da Thomas, che sigla una doppietta.

La partita sembra segnata ed in tribuna molti vedono già volare via per sempre il pass che consentirebbe al Milan di giocarsi la Coppa con le Orecchie.

Ed il Milan la tiene…

Tutto giusto, tutto logico, se non parlassimo però di una squadra che nel suo DNA ha quella particella di orgoglio impazzito che i napoletani chiamano la cazzimma.

Ed il Milan la tiene… Quel sentimento di ribellione, di incazzatura (mai visto Valentina Giacinti ruggire come oggi), di non accettazione di un destino ingrato inizia a scorrere nelle vene delle calciatrici rossonere. Prima si palesa con un aumento esponenziale della foga e della velocità, poi ( e qui Ganz qualche merito lo ha di certo) tutto diventa meno improvvisato. Il trio d’attacco (Þorvaldsdóttir – Begič – Giacinti) inizia a trovare meglio il proprio spazio e smette di pestarsi i piedi, la fascia destra (troppo lenta nel primo tempo) alza i giri ed il centrocampo torna a credere nelle proprie potenzialità.

Begič al minuto 65 manda un bacino alla traversa romanista ed al minuto 70 inizia la danza delle streghe.

Minuto 70. Þorvaldsdóttir con uno spiovente da dentro l’area accorcia le distanze.

Minuto 78. Refiloe Jane da fuori area fa partire un tiro-cross che beffa Ceasar e si insacca. Voleva essere solo un cross? Conoscendo le capacità balistiche della sudafricana non ci scommetterei.

La Roma ha le gambe molli e non crede ai propri occhi.

Minuto 89. Camelia Ceasar nega il gol al Milan con una parata monstre, ripreso il gioco Giacinti scuote la traversa ed infine ripresa la sfera l’innominabile giocatrice venuta dal nord insacca e firma la sua doppietta d’esordio di testa.

Ora sarà necessaria una rapida verifica statica ai gradoni del Vismara, mai così sollecitati dai tifosi in delirio.

Ganz ha provato un tridente d’attacco che ruota intorno ad una Begič molto forte fisicamente, con Valentina Giacinti e Þorvaldsdóttir al suo fianco.

Il capitano del Milan ha tanta classe da vendere e sarà capace di diventare decisiva anche in questa sua nuova posizione che non la vede unica protagonista in mezzo all’area di rigore (anche oggi migliore in campo).

La fascia destra dovrebbe trovare maggiore velocità, la difesa dovrebbe prestare maggiore attenzione nel chiudere gli spazi al limite dell’area di rigore e la quadratura del cerchio potrebbe diventare possibile.

Chiudiamo con un estratto delle dichiarazioni di Maurizio Ganz, raccolte da Milan TV.

“Non era facile ribaltare la partita ma le ragazze sono state eroiche. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario, questa vittoria ci rilancia alla grande dopo il passo falso di domenica scorsa. Dopo aver giocato malissimo contro l’Empoli, mi aspettavo qualcosa di importante”.

Sul debutto di Björg: “Un esordio così se lo ricorderà per tutta la vita, e me lo ricorderò pure io”.

Ed ora, in attesa di Orobica – Milan… ripetizioni di islandese.

MILAN-ROMA 3-2

MILAN (4-3-3): Korenčiová; Bergamaschi, Hovland, Fusetti, Tucceri Cimini (46’st Žigić); Čonč, Jane, Heroum; Giacinti, Begič (47’st Carissimi), Thorvaldsdottir. A disp.: Piazza; Mendes, Vitale; Capelli, Mauri; Salvatori Rinaldi, Tamborini. All.: Ganz.

ROMA (4-3-3): Ceasar; Erzen, Swaby (17’st Ekroth), Pettenuzzo, Bartoli; Bernauer, Giugliano (15′ Hegherberg), Andressa (35’st Greggi); Bonfantini, Thomas, Serturini. A disp.: Pipitone; Ciccotti, Cunsolo; Coluccini, Soffia; Thestrup. All.: Bavagnoli.

Arbitro: Turrini di Firenze.

Gol: 20′ e 4’st Thomas (R), 25’st e 44’st Thorvaldsdottir (M), 33’st Jane (M).

Ammonite: 12’st Hegerberg (R), 49’st Giacinti (M).

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