E(li's)booksNella giornata della memoria leggiamo Emarginati di Susan M. Papp. Per non dimenticare

Il libro che ho voluto leggere io per questo 27 gennaio 2020 è Emarginati di Susan M. Papp pubblicato da Giuntina il 23 gennaio, tradotto da Vittoria Dentella.Una bellissima storia d’amore, una s...

Il libro che ho voluto leggere io per questo 27 gennaio 2020 è Emarginati di Susan M. Papp pubblicato da Giuntina il 23 gennaio, tradotto da Vittoria Dentella.

Una bellissima storia d’amore, una storia vera che l’autrice racconta avvalendosi dei diari e documenti lasciati da chi l’ha vissuta, in particolare si è avvalsa dei diari di una figura fondamentale della storia, Karola Aykler, sua suocera nonché madre di Tibor il protagonista.

Il libro

Hedy Weisz, ebrea, e Tibor Schroeder, cristiano, si innamorano, ma in un mondo dove è proibito il matrimonio tra cristiani ed ebrei la realtà non può che spezzare il loro legame d’amore. La famiglia Weisz sarà trasferita nel ghetto di Nagyszollos e da là deportata ad Auschwitz. Anche la famiglia di Tibor verrà sradicata dalla propria terra d’origine e, per non soccombere, sarà costretta a vagare e disperdersi. Con grande sensibilità Susan M. Papp ci racconta una storia vera di amore e perdita, di coraggio e sacrificio, riportando in vita un mondo che, prima della barbarie, è vissuto con le sue speranze e i suoi amori, nel cuore dell’Europa.

La mia lettura

La storia che racconta Susan Papp comincia nel 1928 con l’arrivo di Karola a Nagyszollos, cittadina in Karpataljia, Ungheria, che dopo la Grande Guerra con la nuova definizione dei confini si era ritrovata dentro i confini dell’allora Cecoslovacchia. Susan Papp si sofferma su quelle che furono le conseguenze socio economiche della guerra, Karola e i figli si erano ritrovati senza cittadinanza, erano diventate“Persone non grate” e nonostante avessero delle proprietà su cui pagavano le tasse vissero una situazione di ingiustizia ed emarginazione sociale.

Il racconto prosegue facendoci conoscere i figli di Karola, in particolare Tibor che fin dal 1933 pur giovanissimo soffriva profondamente della situazione politica che poco comprendeva. Stimava moltissimo suo fratello Istvan e il patrigno Domokos (che si era preso cura di lui come fosse suo figlio) con i quali ha potuto confrontarsi e formarsi.

Parallelamente Susan Papp ci presenta la famiglia di Vilmos Weisz che ancora nel 1936 poteva sentirsi fortunato a vivere una vita serena, Vilmos era un uomo rispettato nella comunità, Terez la moglie, era orgogliosa della propria casa e dei figli: Aliz, Suti, Hedy.

Per comprendere appieno il contesto in cui vivevano i due giovani, Tibor e Hedy, protagonisti della storia d’amore, l’autrice descrive accuratamente l’ambiente sociale e familiare che fornisce al lettore anche uno spaccato di storia utilissimo per inquadrare gli eventi che interesseranno Ungheria, Cecosvovacchia, Polonia durante il nazismo.

Tibor cresce con ampiezza di vedute, amava la musica che arrivava dagli USA, gli piaceva stare a Budapest dove “tutti sembravano dimentichi della guerra oltre il confine”, lui e suo fratello non facevano alcuna differenza circa i loro partner commerciali, potevano essere anche ebrei nonostante nel 1939 era già stato promulgato il secondo decreto antiebraico.

Hedy intanto prendeva sempre più coscienza di quanto stava accadendo (grazie anche ad una ragazza, una rifugiata, Terez), lei viveva ancora in un ambiente sicuro ma non riusciva a ignorare le conseguenze della disgregazione della Cecoslovacchia e di quel regime nazista “fantoccio “ guidato dal prete cattolico Jozef Tiso, tra i primi a mettere in pratica la cosiddetta “soluzione finale” di Hitler.

Toccante il crescendo di paura e dolore che manderà in frantumi le vite dei protagonisti di questa storia che nel 1941 (quando entra in vigore la terza legge razziale che vieta i rapporti tra ebrei e non ebrei) dovranno fare i conti con le estreme conseguenze, in un clima di terrore e orrore Hedy riuscì comunque a concentrarsi portando avanti i suoi studi conseguendo il diploma che le darà la possibilità di ottenere un lavoro proprio nell’attività di Tibor Schroeder.

Negli uffici, con le tapparelle abbassate, al riparo da sguardi indiscreti nacque il loro amore. Sembra di vederli intenti a ballare tenendosi stretti perché lei “Gli stava perfetta tra le braccia”.

Dal 1944 in poi gli eventi precipiteranno irrimediabilmente per la famiglia di Hedy ma anche per Tibor che pur rischiando la vita per aiutarli dovrà rassegnarsi a vederli partire su un treno che non li avrebbe più riportati indietro.

L’arrivo di Hedy, Suti e Aliz ad Auschwitz è raccontato con una tensione emotiva che coinvolge il lettore profondamente, la descrizione della crudeltà delle guardie, a loro volta prigioniere e dunque vittime, è qualcosa di ancora più terribile, è la cifra “dell’animalità” in cui il genere umano era sprofondato.

Non vi racconto le peripezie vissute dai protagonisti di Emarginati, il consiglio è di leggere il libro, troverete le numerosissime lettere che Tibor scriverà a Hedy, caparbio nel suo amore destinato a sopravvivere nonostante tutto e nonostante non ricevesse risposta.

Quello che consola leggendo questa bella storia, è che la vita, per quanto dura, costellata da difficoltà, dolore e perdita, può essere vissuta all’insegna dell’amore senza dimenticare cosa vuol dire essere umani preservando la capacità di mostrare compassione per gli altri.

Commovente la poesia di Sandor Petrofi , A rab ( il prigioniero) che Hedy recitava alle altre compagne ad Auschwitz:

Mi batto per te, libertà,

le mie braccia e gambe in catene.

Luce, ti bramo,

talpa che esisti sottoterra.

Quando scoccherà l’ora della libertà?

Quando giungeranno le ore liete

in cui di nuovo respirerò il vento libero

e tu brillerai sopra di me, o splendido sole?

Lo sostiene la speranza di esser un giorno libero.

Metà vita è passata,

ma ancora è desideroso che l’altra parte di vita

trascorra in dolce libertà.

Incredibili gli eventi che hanno portato le due famiglie a ritrovarsi, lontano dalla loro terra, in Canada, il Paese che le ha accolte e in cui hanno potuto ricostruirsi una vita, ritrovare la loro libertà. Tra il 1948 e il 1952 il Canada accolse più di 10.000 profughi ungheresi.

Il libro contiene numerose foto dei protagonisti.

Emarginati. Una storia d’amore – Susan M. Papp

Traduttore: Vittoria Dentella

Editore: Giuntina

Collana: Vite

Anno edizione: 2020

In commercio dal: 23 gennaio 2020

Pagine: 335 p., Brossura

Per non dimenticare

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