BabeleL’Italia che aiuta, ecco come lo Stato cerca di non frenare le nascite: i bonus bebè

In questo "clima di aiuti" scatenato dalla vertiginosa discesa dell'economia, veicolata dal Coronavirus, in cui a ricevere i primi aiuti da parte dello Stato sono i titolari di partita IVA e i nego...

In questo “clima di aiuti” scatenato dalla vertiginosa discesa dell’economia, veicolata dal Coronavirus, in cui a ricevere i primi aiuti da parte dello Stato sono i titolari di partita IVA e i negozianti e commercianti (come testimoniano anche i neonati gruppi di settore su Facebook), vi sono aiuti che non smettono mai di esistere, e tra questi l’assegno di natalità anche noto come Bonus Bebè.

Ho pensato di focalizzarmi su un argomento del genere, in un momento storico così complesso, perché un Italia in de-crescita dal punto di vista economico non deve diventare un Italia a zero crescita anche dal punto di vista della popolazione, e in questo momento sapere di poter ricevere sostegno dallo stato sulla costituzione della propria famiglia deve far forza a chiunque stesse prospettando di avere un figlio.

L’assegno di natalità – meglio conosciuto come bonus bebè – è un vero e proprio bonus per le mamme che da poco hanno avuto un bambino e si tratta dunque di un assegno mensile, erogato dall’Inps, destinato a tutte quelle famiglie che mettono al mondo un nuovo nato o anche che adottano. Naturalmente non viene concesso vita natural durante, ma solo per il primo anno di vita del neonato.

Chi può avere il bonus bebè?

Hanno diritto al nuovo Bonus Bebè 2020 tutte le famiglie che hanno un reddito Isee inferiore ai 25.000 euro annui. Tale contributo viene concesso però, come abbiamo detto, anche nel caso in cui il bambino venga adottato. Prima di andare avanti, però, facciamo una sintesi di tutto ciò che è necessario per inoltrare la richiesta del Bonus Bebè 2020:

  • La cittadinanza: il bonus bebè è dedicato ai cittadini italiani o cittadini di uno stato che fa parte dell’Unione Europea. A costoro si aggiungono però anche gli extracomunitari con permesso di soggiorno nell’UE.

  • Residenza: naturalmente bisogna risiedere in Italia per poter ricevere in bonus bebè, altrimenti sarà inutile inoltrare la domanda.

  • Caratteristiche del nucleo familiare: nel nucleo familiare, il genitore richiedente il bonus bebè ed il bambino devono coabitare nella stessa abitazione.

  • Reddito Isee: dal momento nel quale si presenta la domanda per ricevere il nuovo Bonus Bebè 2020, il reddito Isee della famiglia non deve superare i 25mila euro annui. In più, c’è da dire che questo reddito deve rimanere costante anche durante tutto il primo anno del nascituro, altrimenti non si potrò continuare ad averlo.

  • Chi non può ottenere il Bonus Bebè: non sono presi in considerazione le coppie separate, le mamme che non lavorano (nel collegamento vi rimando a dei consigli per migliorare la vostra situazione economica in questo caso), poiché in tal caso infatti le donne disoccupate con figli possono far domanda per l’assegno di maternità che può essere richiesto al Comune o allo Stato), ma anche ragazze madri e padri molto giovani e solo. Il bonus bebè infatti viene erogato ai nuclei familiari, mentre bisogna fare una distinzione con quello di maternità destinato alle neo mamme.

  • Autocertificazioni: il genitore che richiede il bonus bebè, ma anche un suo relativo rappresentante legale, può essere abilitato all’autocertificazione dei requisiti che servono per poter così avere il Bonus Bebè. Va messo in chiaro, però, che dopo tutti questi procedimenti l’Inps sarà obbligato a fare tutti i controlli che servono a stabilire la veridicità di ciò che è stato dichiarato.

  • I genitori non sposati possono richiedere il bonus bebè? Anche se ci sono modalità di richiesta diverse, possiamo dire di certo che anche i genitori non sposati e non conviventi possono tranquilamente richiedere il nuovo Bonus Bebè 2020.

  • E per i gemelli? Beh, niente paura: in tal caso, la domanda va presentata differentemente per ognuno dei gemelli.

Bonus bebè: a cosa serve davvero?

Diverse persone, confondendo il bonus bebè con altri tipi di assegni destinati alle nascite che vengono erogati dallo Stato, si domandano a cosa serva questo particolare tipo di assegno natalità, e quindi conseguentemente il suo impiego. C’è da dire che l’impiego per il bonus bebè non è prestabilito ed ognuno può spenderlo come meglio ritiene! Ma il bonus bebè non è l’unica forma di aiuto per le famiglie esistente in Italia. Nel nostro paese infatti esistono altri bonus, altri tipi diversi di agevolazioni e aiuti economici che però devono imperativamente essere spesi in determinati contesti, vedi ad esempio la Carta Famiglia.

Quanti soldi possiamo avere col bonus bebè?

Il bonus bebè è diviso in due categorie, ovvero:

  • Isee inferiore ai 7.000 euro annui

In questo caso, il Bonus Bebè consisterà in un assegno mensile di 160 euro per 12 mesi.

  • Isee compreso tra 7.000 e 25.000 euro annui

L’assegno di natalità in questo caso ammonta ad 80 euro al mese, anche qui per 12 mesi.

Richiesta del nuovo Bonus Bebè

Bene, vediamo come richiedere l’assegno di natalità 2020, quali sono i documenti necessari e quando fare domanda per ottenere il bonus nascita erogato dall’Inps a chi mette al mondo un figlio (ovviamente tutte le informazioni riportate riguardano anche i minori adottati o in affido preadottivo).

Quali documenti ci servono per richiedere il bonus bebè?

Per inoltrare la richiesta del nuovo Bonus Bebè è necessario dover presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica, meglio conosciuta come DSU, che serve a stabilire quale sia il requisito essenziale del limite di reddito Isee e per sapere a quanto ammonterà il bonus bebè, tutto ciò oltre alla documentazione ISEE. Ovviamente è necessario che il nuovo nato sia presente nel nucleo familiare riportato nella DSU ed in più, nel caso in cui il genitore del bimbo sia un minore o inabile ad agire, la richiesta del bonus può essere presentata dal suo legale.

Entro quando dobbiamo presentare la domanda?

Il limite massimo per inoltrare la richiesta del nuovo Bonus Bebè è da farsi entro e non oltre i 90 giorni dalla nascita del bambino (oppure dall’ingresso in famiglia nel caso di adozione o affidamento). A questo punto, il bonus bebè viene erogato dal mese successivo all’inoltro della domanda ed il primo assegno del Bonus Bebè prevede anche arretrati (nel caso ve ne fossero).

Come richiedere il Bonus Bebè 2020

Dunque, la domanda da inoltrare per ottenere l’assegno di natalità si effettua in via telematica al sito dell’Inps, utilizzando il servizio apposito dal quale si potrà anche avere modo di controllare il buon esito dell’operazione. Una volta portate a termine i passaggi e riempiti i moduli che servono, il genitore che richiede il bonus bebè può ricevere un SMS di conferma della richiesta e sarà possibile seguire l’andamento della domanda anche online. Per star sicuri che la richiesta dell’assegno di bonus natalità sia andato a buon fine basta vedere la sezione apposita dedicata sul sito dell’Inps e cliccare sulla sezione che recita “Consultazioni domande”.

Detto ciò, non preoccupatevi, neo mamme e neo papà! Inoltrare una richiesta per poter ricevere un aiuto economico per la propria famiglia è piuttosto semplice, basta avere una connessione ad internet (a proposito, sapevate che sono previsti anche bonus per internet e telefono oggi?) e farsi aiutare da qualcuno di competente per la DSU ed il modello ISEE et voilà! Tutto ciò che vi resterà da fare sarà semplicemente godervi l’arrivo del piccolo in casa!

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