Dopo SkuolaMaturità 2020, per gli studenti l’orale a distanza si può fare. Ma 2 su 3 vorrebbero annullare l’esame

La maggior parte dei maturandi sarebbe propensa, se ce ne fosse la necessità, a svolgere l’esame orale in via telematica. Pieno appoggio anche alla decisione ministeriale di una commissione totalmente interna. Ma le condizioni di emergenza in cui gli studenti si sono ritrovati negli ultimi mesi stanno convincendo molti di loro che quest’esame “non s’ha da fare”

La maturità 2020, dopo settimane di annunci, inizia a prendere ufficialmente forma. Il ministero dell’Istruzione ha emanato la prima ordinanza, quella che sancisce la composizione delle commissioni d’esame: tutti professori interni, tranne il presidente. Molte altre novità sono in arrivo. Su tutte l’ormai probabile scomparsa delle prove scritte, sostituite da un maxi-orale, eventualmente da svolgere da casa. Un’eventualità a cui i maturandi sono pronti. Secondo quanto raccontato a Skuola.net da 3500 di loro, circa 6 su 10 la ritengono una soluzione fattibile, visto che in queste settimane i docenti li stanno già abituando a esercitarsi con questa nuova modalità d’esame. I restanti 4 su 10, invece, ritengono che un orale di maturità si debba svolgere in presenza, pur garantendo le misure di sicurezza del caso.

Didattica a distanza promossa anche dai maturandi

A poco più di un mese dall’introduzione delle lezioni online, per la maggior parte dei prossimi diplomati basta dunque quanto stanno facendo a casa per affrontare la maturità in versione emergenza. La pensano così quasi 9 su 10. Il 41%, però, giudica solo ‘sufficiente’ il supporto che la scuola è riuscita a dargli nella marcia d’avvicinamento all’esame, visto che alcune criticità restano, su tutte la lentezza con cui vanno avanti i programmi; il 38% è più generoso e propende per il ‘buono’, pur notando qualche aspetto da migliorare; il 9% gli assegna addirittura ‘ottimo’, non notando grandi differenze con l’apprendimento in classe. Solo il 12% boccia lo smart learning: per loro la scuola si è fermata a fine febbraio.

Commissioni interne? I ragazzi approvano

A rendere meno tesa la vigilia, seppur abbastanza lontana, potrebbe aver contribuito proprio la decisione di riproporre – dopo oltre un decennio, l’ultima apparizione fu nel 2006 – le commissioni tutte interne (escluso il presidente). Ben 6 maturandi su 10, infatti, approvano la scelta immaginando che ciò consenta una più equa e realistica valutazione, in base al livello delle competenze effettivamente acquisite durante questo complicato periodo. Ma c’è anche chi, al contrario, ritiene che un tale scenario li metterà di fronte a professori che, conoscendo tutti il candidato, potrebbero arrivare all’orale con un voto già scritto. Per questo, il 18% crede che l’ordinanza influirà negativamente sul proprio esame.

Per 2 su 3 la maturità 2020 è da annullare

Ma, alla luce delle ultime novità sulla maturità 2020, c’è un altro interrogativo che si sta facendo strada rapidamente nella testa dei ragazzi: che senso ha mettere in piedi un esame, preparato in condizioni estreme e inedite, che perde pezzi ogni giorno rispetto all’originale? Non sarebbe meglio basare il punteggio finale su quanto fatto in questi anni dai singoli studenti, sulla pagella, senza sottoporli allo stress di una prova ‘al buio’?Un’ipotesi, quella di annullare l’esame di Stato 2020, che troverebbe già oggi una folta schiera di sostenitori: sarebbe favorevole il 64% dei maturandi, quasi 2 su 3.

Le ragioni del ‘No’

Pareri buttati lì a caso? Tutt’altro, dato che molti hanno voluto anche argomentare la propria tesi. C’è chi lo farebbe a malincuore ma non vede alternative: “Purtroppo bisogna abolire l’esame – dice un ragazzo – perché o lo si fa bene o non lo si fa. Soprattutto nel rispetto di chi lo ha già fatto o dovrà sostenerlo”. Chi esprime le proprie paure: “Ritengo sbagliata – sottolinea un altro maturando – la scelta di fare esclusivamente l’orale. È penalizzante per chi ha difficoltà a concentrarsi davanti a molti professori”. Chi, nell’ipotesi di un orale online, chiama in causa la tecnologia: “È da considerare anche la possibilità di problemi di connessione; come sarà possibile – avverte uno studente – valutare chi magari si scollega nel bel mezzo della prova orale per riconnettersi solo dopo alcuni minuti?”. Come dargli torto? I problemi di connessione non sono un fatto raro in Italia. Qualcuno pensa che “sarebbe meglio se l’esame si facesse anche scritto, magari con una videocamera che inquadra il candidato, perché solo l’orale porta una pressione maggiore quindi maggiori probabilità di sbagliare”. E chi, addirittura, tornerebbe sui propri passi solo se potesse tornare in classe, seppur per un giorno solo: “Mi piacerebbe sostenere l’esame non attraverso lo schermo di un computer ma a scuola, ovviamente con le dovute precauzioni”.