Tra Italia e CorsicaCinque luoghi (del cuore) dove andare col teletrasporto

Prunete, spiaggia di Lozari, Hotel Artemisia a Bastelica, Traversa di Cervioni e ristorante "Cinderella"

Chiuso nel mio appartamento a Roma, con Ludovica che dorme e Ylenia che come sempre si dà da fare, vorrei essere in cinque luoghi, potendo contare sul teletrasporto che usano Spock e Picard dall’Enterprise.

Vorrei svegliarmi nella mia casa di Prunete e prendere il caffè – s’intende, le pié dans l’eau – nel meraviglioso chiringuito di Pierre Uscidda, Le Campoloro. Vorrei stare lì almeno tre ore, a leggere o a chiacchierare con i miei amici della Costa Verde. Vorrei bere caffè meravigliosamente lunghi e dissetarmi con una piccola bottiglia d’acqua Orezza ghiacciata mentre, come l’estate scorsa, Patrick e Pierre armeggiano con turiste francesi che alle 12hanno già bevuto veramente troppo e hanno scambiato la Costa verde per Cote d’Azur.

A pranzo vorrei essere sulla spiaggia di Lozari, dove trovi sempre qualche nudista impenitente e, questa volta, fare il bagno nudo, poi asciugarmi al sole e implorare il personale della piccola paillote inserita al centro di una stupefacente macchia mediterranea di servirmi degli spaghei aux gambas che sarebbero serviti in modo meravigliosamente dolciastro, al gusto francese, facendomi sentire per un momento sull’isola della Réunion al largo del Madagascar, in pieno oceano Indiano.

Vorrei fare una pennichella pomeridiana a Bastelica, all’hotel Artemisia, in mezzo alle montagne, immerso nel silenzio, dove non si sa dove finisce la vegetazione marittima e inizia quella d’altura, mentre il mio amico Christophe Gandon sistema il giardino, e svegliarmi bevendo un succo di clementine della piana orientale insieme a due canistelli.

All’ora dell’aperitivo vorrei essere sulla Traversa di Cervioni e bere soltanto una birra ghiacciata dietro l’altra al Café de l’Avenue con Sebastien Pallini, Patrice Tristani e tutta l’allegra compagnia. Anche col matto del paese, prima che venga cacciato come d’abitudine. Vorrei riempirmi gli occhi con il mare e la distesa di campi coltivati, da un  lato, e le foreste della Castagniccia, dall’altro. Per cena, rigorosamente da «Cinderella» (in fondo è un sogno, no?), solo della carne d’agnello e due bicchieri di vino rosso ajaccino, un modesto ma sapido «Domaine Pietrella», possibilmente ascoltando «Corsica» cantata da Petru Guelfucci.

Poi vorrei tornare a dormire nel nostro letto a Prunete, assicurandomi un sonno profondo con tre bicchieri del mirto «Madame Camaiora», di cui conserviamo alcune annate grazie a Lola Uscidda. Di fianco, Ylenia mi parlerebbe del gufo che culla il nostro sonno e quello di Ludovica, prima di una nuova, immancabile, alba sul mare. Il sogno di un sonno in attesa di un risveglio da sognare.

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